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Problemi di memoria? Non sempre è questione di vecchiaia. Ma…

ROMA – Dimentichi dove hai messo le chiavi della macchina, o, peggio ancora, dove l’hai parcheggiata? Hai difficoltà a ricordare che cosa hai detto poco prima ad un amico al telefono? Non pensare subito siano segnali di invecchiamento. Potrebbe non essere così, come spiega Nicla Panciera sul Secolo XIXA causare queste alterazioni della memoria potrebbe essere una stanchezza momentanea. 

I medici della Mayo Clinic di Rochester hanno individuato una condizione di transizione tra invecchiamento normale e demenza conclamata, chiamata MCI (deterioramento cognitivo lieve – Mild Cognitive Impairment). Si tratta di una nuova categoria diagnostica introdotta anche perché considerata utile per la precoce individuazione dei segnali dell’Alzheimer.

Ma come si manifesta? Appaiono dei disturbi di memoria, ma non gravi. Non si hanno ripercussioni sulla vita quotidiana. Non è una condanna certa alla demenza, ma aumenta il rischio di svilupparla. Nei pazienti con MCI, spiega Il Secolo XIX, il rischio è pari al 10-15% all’anno, contro l’1-2% per anno della popolazione generale.

 

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