Pressione alta, cancro, obesità: cibi lavorati possono…

Dieta, perché non bisogna ingrassare tra i 25 e 47 anni

ROMA – Pressione alta, cancro, obesità: attenzione ai cibi lavorati. Chi ne mangia grandi quantità rischia di morire prima di chi non li include nella dieta. A questa conclusione arriva un nuovo studio pubblicato sulla rivista medica “British Medical Journal”, secondo cui alimenti come muffin e gelati, pasti pronti e cereali per la colazione lavorati aumentano il rischio di infarto.

La ricerca è stata condotta da due team di esperti tra Spagna e Francia i cui risultati vanno a sommarsi ad altri studi recenti che hanno trattato il legame tra cibi processati e malattie. Nello specifico: sulla corrispondenza tra l’assunzione costante e massiccia di ingredienti industriali e la predisposizione a malattie quali cancro, obesità e ipertensione.

Nello studio “French NutriSanté”, condotto dai ricercatori dell’università di Parigi, sono state raccolte informazioni sulle abitudini alimentari di oltre 105 mila persone. Nei 5 anni di osservazione quelli che hanno assunto cibi ultra-processati hanno manifestato una maggiore tendenza a sviluppare problemi cardiovascolari e infarto. Se la percentuale di cibi lavorati superava di 10 punti percentuale la quota regolarmente assunta il rischio saliva del 12%.

Questo non significa che gli alimenti ultra-trasformati sono sempre e comunque causa di patologie. Tantomeno che chi consuma i cibi spazzatura sia più malato di chi non li mangia. I risultati mirano a mostrare però un aumentato rischio e suggeriscono che ogni anno si verificano 277 casi di malattie cardiovascolari in 100.000 consumatori pesanti di cibi ultra-elaborati, contro 242 casi nello stesso numero di consumatori bassi. Numeri che non possono lasciare indifferenti e invitano a soffermarsi sull’importanza di una dieta sana.

Mathilde Touvier, membro del team di studiosi, assicura che ci sono prove sufficienti per le autorità sanitarie pubbliche per raccomandare alle persone di ridurre questo tipo di alimenti dalla dieta per precauzione. “Il pubblico dovrebbe evitare questi alimenti il ​​più possibile”, ha detto l’esperta, “abbiamo bisogno di tornare a diete più basilari”. Fonte: Agi.

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