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Dimagrire, fibre: quante mangiarne al giorno secondo gli esperti

Una dieta ricca di fibre aiuta a invecchiare bene. 

Con un regime alimentare che includa verdura, legumi, frutta (compresa frutta secca e semi) è possibile mantenere un buono stato di salute.

Si rimane fisicamente autonomi al riparo da disabilità fisiche ma anche da depressione, difficoltà cognitive, sintomi respiratori e malattie croniche.

Come si legge sul sito Womenshealthmag, una donna dovrebbe assumere 25 grammi di fibre al giorno.

Questa è la quantità che si trova in sette mele o 12 tazze di broccoli, o sette tazze e mezzo di farina d’avena. 

Ma ovviamente si assumono mangiando diversi cibi.

Sì ai cibi integrali, che ci fanno sentire pieni più a lungo perché la fibra viene digerita molto più lentamente dei carboidrati semplici.

“La fibra può aiutare a ridurre il colesterolo, che aiuta a prevenire le malattie cardiache”, spiega Katie Hake, nutrizionista della Indiana University Health.

“Può anche aiutare a controllare lo zucchero nel sangue rallentando la degradazione del cibo, in particolare per coloro che vivono con il diabete”.

Keri Gans, autore di The Small Change Diet, ricorda che “tutti i tuoi pasti dovrebbero includere almeno otto grammi di fibre”, afferma.

Come assumere fibre con la dieta.

Per esempio uno spuntino ideale potrebbe essere una pera media o mezzo avocado, che contengono circa sei grammi di fibra ciascuno.

Ottime le lenticchie (7,8 g di fibre per mezza tazza).

Anche i cereali di crusca ad alto contenuto di fibre (9,1 grammi di fibra per mezza tazza), da mangiare a colazione con lo yogurt bianco naturale senza zuccheri aggiunti.

Poi i fagioli neri (7,7 grammi di fibra per mezza tazza, cotti), così come i carciofi (7,2 grammi di fibra per mezza tazza, cotti).

I cereali integrali sono ottimi perché proteggono anche dal diabete.

Riducono i livelli di serotonina, ovvero il cosiddetto ‘ormone del buon umore’, prodotto in gran parte dall’intestino.

Ma la sana abitudine alimentare di mangiare fibre si associa anche a minor rischio di sviluppare malattie come cancro, infarto e ictus (le cosiddette malattie non trasmissibili).