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Con la dieta vegana pià rischio di fratture alle ossa

Una dieta vegana potrebbe esporre a un maggior rischio di subire fratture ossee.

Chi segue questo regime alimentare ha 2,3 volte più probabilità di rompersi un fianco rispetto a chi mangia carne.

A queste conclusioni è arrivato uno studio su quasi 55.000 persone, portato avanti dal Nuffield Department of Population Health dell’Università di Oxford e citato dal Daily Mail.

In generale i vegani hanno il 43% in più di probabilità di subire una frattura. I vegetariani hanno il 25% in più di rompersi un’anca rispetto a coloro che mangiano carne.

Varie le ipotesi sul perché il rischio aumenti. L’assunzione o la carenza di calcio in età adulta potrebbe influire sulla densità ossea, sebbene non sia chiaro se questo aumenti il ​​rischio di subire una frattura.

Una spiegazione alternativa, basata sui risultati, è che chi segue una dieta vegana tende ad essere più magro dei mangiatori di carne.

Questo può essere positivo per la loro salute e per la prevenzione di altre malattie, ma di fatto le loro ossa hanno meno peso da sostenere, quindi potrebbero essere più deboli.

I vegani magri avrebbero meno grasso per attutire le cadute, il che potrebbe rendere più probabile una frattura.

Il dottor Tammy Tong, autore principale dello studio ha dichiarato:

“Questo studio ha dimostrato che i vegani, che in media avevano un BMI (indice di massa corporea) più basso, nonché un minore apporto di calcio e proteine rispetto ai mangiatori di carne, presentavano rischi maggiori di fratture in diversi siti”.

“Gli individui dovrebbero tenere conto dei benefici e dei rischi della loro dieta e assicurarsi di avere livelli adeguati di calcio e proteine, e anche mantenere un BMI sano, cioè né sotto né sovrappeso”.

Come si è svolto lo studio.

I ricercatori hanno esaminato quasi 55.000 partecipanti, uomini e donne, registrando le loro preferenze alimentari. I partecipanti sono stati seguiti in media per quasi 18 anni.

I vegani avevano il 59% di probabilità in più rispetto ai mangiatori di carne di subire fratture nei “siti principali”, come la rottura di una costola o di una clavicola.

Bisogna sottolineare che la nuova scoperta non fa differenza tra le persone che si sono rotte le ossa a causa di incidenti e quelle che hanno subito fratture perché le loro ossa erano fragili.