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Dieta iperproteica: possibili conseguenze negative se…

La dieta iperproteica è molto popolare soprattutto negli Stati Uniti, dove impazza la cheto diet mania. Ma non bisogna mai dimenticare che a prescriverla dovrebbe sempre essere un medico. Eliminare i carboidrati non è infatti un’azione da poco e non tutti potrebbero essere adatti a questo tipo di restrizione.

Gli ottimi risultati che permettono di buttar giù chili in poche settimane sono dovuti a diversi meccanismi, alcuni dei quali legati alla chetosi. La riduzione degli zuccheri ingeriti spinge l’organismo a recuperare energia dai grassi. Ma non solo. Le proteine hanno anche un effetto saziante, fondamentale quando si deve fare a meno di un componente fondamentale della dieta come i carboidrati.

Come tuttavia raccomanda il sito della Fondazione Veronesi, con una dieta iperproteica “ci potrebbero essere conseguenze negative sulla salute. Se non dura troppo a lungo, la ‘scorpacciata’ di proteine non crea grandi problemi a chi gode di una buona salute renale. Ma può invece risultare pericolosa per chi soffre di disturbi ai reni e può aumentare il rischio di calcoli renali in chi è predisposto”. 

L’esclusione di interi gruppi di alimenti come anche la frutta può avere come conseguenza anche la stanchezza o in problemi intestinali. Un problema non da poco per chi soffre di questo tipo di problemi, considerando che si potrebbero anche avere conseguenti attacchi di cistite.

Che una dieta ricca di proteine animali non faccia bene alla salute è stato confermato anche da uno studio dell’Università della Finlandia orientale, che è stato pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Questa ricerca ha individuato come gli uomini che prediligevano una dieta con molte proteine animali (più di 200 grammi al giorno) avevano un rischio maggiore di morte (+23%) nell’arco di 20 anni rispetto a chi faceva una dieta più equilibrata (con meno di 100 grammi al giorno di carne).

Già analisi precedenti avevano suggerito che un elevato apporto di proteine animali, e in particolare il consumo di carni lavorate come salsicce e salumi, è associato ad un aumentato rischio di morte. Tuttavia, hanno spiegato gli studiosi, il quadro generale relativo agli effetti sulla salute delle proteine e delle diverse fonti proteiche non è chiaro.