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Diabete di tipo 2, alito cattivo: cosa può significare

Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia cronica che ha ormai raggiunto livelli epidemici anche in Italia, tanto che in 10 anni i giovani tra 20 e 30 anni colpiti sono aumentati del 50% toccando quota 150.000. Il rischio di ammalarsi aumenta con l’età, se si è obesi e se non si fa movimento. E’ dunque consigliabile uno stile di vita adeguato, che comprenda tanto gli aspetti nutrizionali quanto l’esercizio fisico.

Conoscere i sintomi del diabete è utile per trattare precocemente la condizione. Il primo è la necessità di bere spesso. Il secondo è il bisogno di urinare più frequentemente del solito, in particolare di notte. Il terzo la sensazione di stanchezza. Il quarto la perdita di peso e della massa muscolare. Il quinto il prurito agli organi genitali e/o frequenti episodi, nella donna, di candidosi. Il sesto: tagli o ferite che si rimarginano lentamente. Ma anche un alito molto pesante potrebbe essere un segno. (Questo non esclude che ci siano casi in cui è asintomatico).

Come si legge sul sito Express Uk, i diabetici di tipo 2 hanno alti livelli di zucchero nel sangue che aumentano i livelli di glucosio nella saliva. Questo fornisce il terreno fertile perfetto per i batteri in bocca, portando ad un accumulo di placca dentale. Se la placca non viene rimossa efficacemente, possono verificarsi carie e malattie gengivali che causano anche seri problemi di alitosi.

Esiste una correlazione tra il diabete non curato e la parodontite, patologia infiammatoria cronica causata dai batteri presenti nella placca che si deposita sulle superfici dentali. Non solo, la presenza di un quadro clinico di parodontite non curata determina un’infiammazione generale che contribuisce all’aumento dei livelli di glicemia. Questo testimonia quanto sia importante mantenere un buon livello di igiene dentale e non trascurare la salute della bocca.