Diabete, 5 falsi miti da sfatare

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Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue, iperglicemia, dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi della patologia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. Tra i fattori di rischio: familiarità, mancanza di esercizio fisico, sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie che risultano più sensibili alla malattia. 

Quando si parla di diabete, ci sono una serie di credenze comuni, falsi miti, che non rispecchiano la realtà. Il sito Express.Uk ne elenca 5. Il più comune è che la malattia colpisca solo gli anziani. Sebbene il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 aumenti con l’età, è sempre più comune vedere giovani che ne sono affetti. In 10 anni i giovani tra 20 e 30 anni colpiti sono aumentati del 50% toccando quota 150.000. E’ dunque la generazione computerizzata 2.0 – quella nella fascia d’età tra 19 e 30 anni – a rappresentare la nuova emergenza numerica.

Ce l’ha solo chi è molto grasso? Essere obesi aumenta significativamente il rischio di sviluppare la malattia, ma quasi un quarto delle persone con diabete di tipo 2 ha un normale indice di massa corporea. Altro luogo comune: è una la patologia benigna che puoi curare con i farmaci. Vero a metà. Ci possono comunque essere delle complicazioni, per questo è importante intervenire prontamente.

Se hai il diabete di tipo 2, te ne accorgerai necessariamente per una serie di sintomi, come avere sete, accusare stanchezza e perdita di peso anomala. Ma questo non è tutto. Come ha spiegato il dottor Michael Mosley: “Circa una persona su quattro che ha il diabete non presenta tali sintomi e scopre di essere a rischio solo attraverso un esame del sangue o quando qualcosa va seriamente storto”.

Si tratta di una malattia incurabile che inevitabilmente progredisce. Ma è così? “Ora ci sono molte prove che se si cambia ciò che si mangia e si perde peso, in particolare intorno all’intestino, è possibile ridurre la dipendenza dai farmaci e riportare gli zuccheri nel sangue alla normalità”, ha specificato Mosley.

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