Diabete, quale pane è meglio mangiare

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Il diabete di tipo 2 è la forma più comune della malattia caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue. In 10 anni i giovani tra i 20 e i 30 anni colpiti sono aumentati del 50%. Un’epidemia legata a scorretti stili di vita, dall’alimentazione ipercalorica alla sedentarietà. Proprio l’aumento dei livelli di obesità negli adolescenti e nei giovani si sta portando dietro il pericoloso aumento dei casi.

Il diabete di tipo 2 è una condizione comune che può scatenare sintomi come dover fare pipì più del solito, sentirsi sempre assetati e molto stanchi. Ma poiché questi sintomi non ti fanno necessariamente sentire male, la condizione può essere difficile da identificare. In ogni caso se si verificano sintomi come una perdita di peso inspiegabile, prurito intorno al pene o alla vagina e visione offuscata è meglio parlarne con il proprio medico di famiglia.

La dieta può giocare un ruolo importante nel controllo della glicemia, ma quando si tratta di pane, qual è indicato scegliere? Meglio il pane di segale e quello 100% integrale macinato, che hanno un indice glicemico più basso. La fibra rallenta la digestione e aiuta a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Ma se il pane di segale non stuzzica l’appetito è possibile variare anche con la pasta integrale con un basso indice glicemico. Anche la pasta può infatti essere mangiata da persone con il diabete di tipo 2. Sia chiaro: sempre con moderazione.

C’è un’azione relativa alla cottura della pasta su cui la maggior parte degli esperti di alimentazione sono concordi. Per evitare il gonfiore addominale e non avere picchi di glicemia, il consiglio è quello di scolare la pasta al dente e sciacquarla sotto l’acqua fredda. Cotture troppo prolungate infatti tendono a far innalzare l’indice glicemico e a rendere gli amidi della pasta più facilmente assimilabili. Un’azione semplice e a costo zero che può diventare alleata nella lotta al diabete.

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