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Diabete, scoperto il ruolo chiave di 4 batteri della flora intestinale

4 specie di microrganismi che si trovano nella flora batterica intestinale e che svolgono un ruolo chiave nel diabete di tipo 2. Sono stati individuati a seguito di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università dell’Oregon, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications. Si tratta di una scoperta importante in quanto apre la strada a nuovi possibili trattamenti probiotici contro il diabete.

Quattro specie di microrganismi potrebbero essere strettamente collegati alla patologia. Si tratta del Lactobacillus johnsonii, del Lactobacillus gasseri, del Romboutsia ilealis e del Ruminococcus gnavus.

Diabete, i fattori di rischio

Come si legge nel comunicato diffuso dagli studiosi sul portale dell’ateneo americano: “Il diabete di tipo 2 è una condizione cronica che colpisce il modo in cui il corpo metabolizza il glucosio, uno zucchero che è una fonte fondamentale di energia. In alcuni pazienti, succede che il corpo resiste agli effetti dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che apre la porta allo zucchero per entrare nelle cellule. In altri, invece, l’organismo non produce abbastanza insulina per mantenere normali livelli di glucosio. Sempre, lo zucchero si accumula nel flusso sanguigno e, se non trattato adeguatamente, l’effetto è un danneggiamento di molti organi principali, a volte a livelli invalidanti o pericolosi per la vita.

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Un fattore di rischio chiave per il diabete di tipo 2 è il sovrappeso, spesso il risultato di una dieta occidentale in combinazione con una scarsa attività fisica”.

Andrey Morgun, professore associato di Scienze Farmaceutiche e co-autore dello studio, spiega:

“Il diabete di tipo 2 è in realtà una pandemia globale e si prevede che il numero di diagnosi continuerà ad aumentare nel prossimo decennio. La cosiddetta ‘dieta occidentale’, ricca di grassi saturi e zuccheri raffinati, è uno dei fattori principali. Ma i batteri intestinali possono avere un ruolo importante nel modulare gli effetti della dieta”.

I risultati dello studio

Lo studio è condotto su topi di laboratorio nutriti con l’equivalente di una dieta all’occidentale. I ricercatori hanno potuto identificare 4 specie di batteri che sembrano influenzare il metabolismo del glucosio. Sono appunto il Lactobacillus johnsonii, del Lactobacillus gasseri, del Romboutsia ilealis e del Ruminococcus gnavus.

Natalia Shulzhenko, che ha collaborato alla ricerca, spiega:

“I primi due microbi sono considerati potenziali ‘miglioratori’ del metabolismo del glucosio, gli altri due potenziali peggioratori”.

I lattobacilli, hanno sottolineato gli esperti, sono riusciti ad aumentare la salute mitocondriale nel fegato, generando miglioramenti nel modo in cui vengono metabolizzati glucosio e lipidi.

“Abbiamo scoperto, ad esempio, che R. ilealis è presente in più dell’80% dei pazienti obesi, suggerendo che il microbo potrebbe essere un patobionte (una particolare tipologia di batteri) prevalente nelle persone in sovrappeso”, ha aggiunto l’esperta.

“Complessivamente, le nostre osservazioni supportano ciò che abbiamo visto nei topi nutriti con la dieta occidentale”, hanno concluso i ricercatori. “E guardando tutti i metaboliti, ne abbiamo trovati alcuni che spiegano gran parte degli effetti probiotici causati dai trattamenti con i lattobacilli”.