Cucinare senza sale: alternative alleate della dieta

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ROMA – Una dieta ricca di sale può causare ipertensione e malattie cardiovascolari. Il consumo eccessivo di sale porta ad un aumento della pressione arteriosa, e del rischio di gravi patologie cardio-cerebrovascolari legate sempre all’ipertensione, come infarto e ictus. L’introito di sale è associato ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, osteoporosi e malattie renali.

Ecco perché è preferibile non eccedere nell’uso e se possibile utilizzare alternative come erbe e spezie per insaporire i cibi. Ma anche scolare e risciacquare verdure e legumi in scatola o ridurre gradualmente il sale nelle ricette: sono alcune delle misure con cui ridurre il consumo di sale a tavola, che non dovrebbe superare i 5 grammi giornalieri. Lo ricorda anche il ministero della Salute, in occasione della Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale, che si celebra dal 4 al 10 marzo.

Wash, il World Action on Salt & Health (WASH), indica 5 semplici azioni per ridurre il consumo di sale: usare erbe, spezie, aglio e agrumi al posto del sale per dare sapore al cibo; scolare e risciacquare verdure e legumi in scatola e mangiare più frutta e verdura fresca; controllare le etichette prima di acquistare per scegliere prodotti meno salati; usare gradualmente meno sale nelle ricette preferite, per far adattare le papille gustative; togliere dalla tavola sale e salse salate in modo da non abituarsi ad aggiungere il sale.

L’obiettivo è incoraggiare le aziende alimentari multinazionali a ridurre il sale nei loro prodotti e sensibilizzare i Governi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) vorrebbe arrivare a ridurre del 30% l’introito di sale entro il 2025.

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