Pelle al top: 12 cibi alleati da mettere nel carrello

Pelle al top: 12 cibi alleati da mettere nel carrello

Per avere una pelle sana è fondamentale seguire un’alimentazione sana prima ancora dell’utilizzo di creme costosissime. Per mantenerla perfetta, i trattamenti estetici non bastano, bisogna anche mangiare bene. Una dieta sbagliata mostrerà i suoi effetti non solo con i chili di troppo ma anche sulla cute. Ecco una serie di cibi alleati, suggeriti dal sito Health.

I pesci grassi, come il salmone, contengono acidi grassi omega-3 che possono ridurre l’infiammazione e mantenere la pelle idratata. Sono anche una buona fonte di proteine, vitamina E e zinco di alta qualità.

Gli avocado sono ricchi di grassi benefici e contengono vitamine E e C, che sono importanti per la pelle sana. Sfizioso, ma anche healty, gradevole a livello estetico e versatile in cucina, è un ingrediente di punta nello scenario nutrizionale, con una forma, buccia e polpa che lo rendono unico nelle tendenze più in voga del food internazionale e protagonista di eventi e ricette.

Le noci sono una buona fonte di grassi essenziali, zinco, vitamina E, selenio e proteine, tutti elementi nutritivi alleati di bellezza. Anche i semi di girasole sono una fonte di vitamina E.

Le patate dolci sono una fonte di beta-carotene, che può proteggere la cute dai danni del sole. Da mettere nel carrello anche i peperoni, che oltre al beta-carotene hanno anche vitamina C, entrambi antiossidanti.

I broccoli sono una fonte di vitamine, minerali e carotenoidi importanti per la salute della pelle. Mai dimenticare i pomodori. Questi ortaggi sono una buona fonte di vitamina C e tutti i principali carotenoidi, in particolare il licopene, sostanza antiossidante di cui è ricco, che migliora la pressione del sangue.

Alimenti come il pomodoro, e i suoi principi attivi purificati, sembrano agire in sinergia nella prevenzione cardiovascolare, ciascuno aggiungendo qualcosa agli effetti protettivi dell’altro, come rivelato da una ricerca condotta dai ricercatori della Northumbria University e pubblicata sulla rivista Atherosclerosis.

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