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Vitamina D, quali alimenti mangiare per assumerla

Più di un italiano su due con meno di 16 anni ha carenza di vitamina D. Sotto accusa è soprattutto la scarsa esposizione al sole, da cui dipende oltre il 90% dell’assorbimento della vitamina. La sua carenza è un fattore determinante anche per la scarsa funzionalità dei muscoli negli over-60. Gli estrogeni e la vitamina D lavorano insieme per promuovere la salute delle ossa ma una recente ricerca ha suggerito che potrebbero anche aiutare a prevenire la sindrome metabolica nelle donne in post menopausa.

Avere alti livelli di vitamina D nel sangue protegge contro il tumore più comune in Italia, quello del colon-retto. Lo ha confermato uno studio internazionale nato dalla collaborazione di ricercatori europei, americani e asiatici, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. 

Ci sono una serie di cibi che possono essere una fonte di vitamina D. Il salmone è un’ottima fonte insieme a proteine, acidi grassi omega-3. Scegli quelli selvatici, scottati in padella o scegli salmone selvatico in scatola per un’opzione facile e meno costosa. Altro pesce da provare è la trota iridea, che contiene una grande varietà di vitamine, minerali e proteine. Mettere nel carrello anche i funghi (attenzione a scegliere quelli la cui provenienza è certa).

Ci sono poi le uova. La vitamina D si trova solo nel tuorlo. Questo alimento contiene aminoacidi essenziali e sono un’ottima fonte di colina e grassi sani. Anche il tonno in scatola può essere un’alternativa, così come le sardine. Infine l’olio di fegato di merluzzo è una delle principali fonti di vitamina D e anche una ricca fonte di vitamina A e acidi grassi omega-3 antinfiammatori.

Per avere una panoramica autorevole sui cibi più adatti a superare la carenza di questa vitamina il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico. Il fai da te nel campo della salute non è mai una buona soluzione. Fonte: Healthline.