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Ophelia nella la Campagna Gucci 2018

Scostumista-Ophelia è un dipinto dell’artista britannico Sir John Everett Millais, completato tra il 1851 e il 1852, e conservato alla Tate Britain di Londra. La scena è descritta nell’Atto IV, Scena VII di Amleto in un discorso della regina Gertrude e raffigura Ophelia che canta prima di affogare in un fiume in Danimarca. I suoi vestiti, intrappolando l’aria, le hanno permesso di rimanere temporaneamente a galla (“Le sue vesti si gonfiarono intorno e la sostennero per qualche tempo come una sirena….Ma per poco, poiché le sue vesti, pesanti per l’acqua assorbita, trascinarono l’infelice dal suo melodioso canto a una fangosa morte”).  La morte di Ofelia è stata elogiata come una delle scene di morte più poeticamente scritte in letteratura. In linea con i principi dei preraffaelliti, Millais ha usato colori vivaci e ha prestato molta attenzione ai dettagli e alla verità della natura, utilizzando colori brillanti e intensi nel paesaggio per far risaltare il pallore di Ophelia in contrasto con la natura dietro di lei.  Il lavoro di Sir John Everett Millais però, non fu molto apprezzato quando fu esposto per la prima volta alla Royal Academy, è stato invece fonte d’ispirazione per molti artisti attuali.  Il video della canzone “Where the Wild Roses Grow” di Nick Cave girato dal regista Rocky Schenck, mostra Kylie Minogue con una chioma rossa che canta distesa in un fiume prima di morire, e finisce con Cave che le mette una rosa nella bocca e le chiude le palpebre.  “Melancholia” di Lars Von Trier si apre con l’immagine di Justine, interpretata da Kirsten Dunst, che fluttua nell’acqua di un ruscello con indosso l’abito da sposa e il bouquet tra le mani. L’iconico personaggio di Shakespeare che divenne simbolo di “pazzia” femminile durante il tempo del Bardo (rispecchiato nella tormentata Justine di Von Trier) ispira il poster del film “Melancholia” – l’immagine è un’evidente allusione all’iconico dipinto di John Everett Millais e inoltre in una scena del film, quando la depressione di Justine inizia a manifestarsi durante la sua prima notte di nozze, la protagonista si ritira in una stanza piena di libri d’arte, li sfoglia e tra le immagini c’è “Ophelia” di Millais, su cui la telecamera si sofferma per un momento.  Per la campagna primavera/estate 2018 di Gucci, il direttore creativo Alessandro Michele si affida ad un artista e illustratore spagnolo: Ignasi Monreal che collabora con il brand dal 2015 e vanta anche collaborazioni con Dior, Jonathan Anderson e FKA Twigs. Utopian Fantasy ci rimanda ad immagini fantastiche costruite su tre elementi: Acqua, Aria e Terra. Con riferimenti storici artistici, le immagini sono state in gran parte immaginate da Monreal, mixandole con opere d’arte già esistenti come “Il Giardino delle Delizie” di Hieronymus Bosch, Il” Ritratto dei coniugi Arnolfini” di Jan van Eyck, e come ”Ophelia” di John Everett Millais. Nella rappresentazione  dipinta per Gucci infatti una modella dalla chioma fulva giace distesa in un ruscello attorniata dalla natura rigogliosa con indosso un abito di paillettes dorate. La bellezza inquietante di questa immagine e di tutta la campagna primavera/estate 2018 di Gucci affianca la moda e la pubblicità a forme d’arte più elevate come la poesia e la pittura, una campagna di moda non ortodossa e senza fotografia con una rappresentazione mitica di arte iperrealista che incontra il surreale. Attraverso la pittura digitale di Monreal si realizza così un risultato assolutamente unico, profondo e straordinario.  di Annapaola Brancia d’Apricena