MFW P/E 2019 – We are young – (FOTO)

Scostumista – MFW P/E 2019 – We are young –  “Italia, Bellezza, Amore, Sicilia, Fatto a mano…”il DNA di Dolce&Gabbana è il leitmotiv della collezione Primavera-Estate 2019 che chiude la Milan Fashion Week. Ben 152 look fatti indossare a modelle di ogni taglia ed ogni età. C’erano Monica Bellucci in abito fasciante con maxi pois, Carla Bruni in tailleur pantalone broccato, Helena Christensen in pizzo nero, Eva Herzigova in un ampio abito di tulle, Isabella Rossellini con la figlia Elettra e il nipotino; e poi c’erano Youtuber, influencer, attori…pizzo, stampe floreali, broccato e jacquard, balze e ornamenti religiosi, indossati da donne con corpi diversi,  sottolineando la differenza di razze, definizioni di genere e orientamenti sessuali. Chiude la sfilata una raggiante Karen Elson con Kailand Morris. La grande famiglia Dolce& Gabbana ha portato in scena la tradizione italiana con un occhio attento al valore della diversità così apprezzato dalle nuove generazioni. Se la vecchia e fascinosa sala cinematografica Metropol degli anni ’40 ha fatto da sfondo perfetto per la sfilata di Stefano Gabbana e Domenico Dolce, l’aeroporto di Linate è stata l’insolita location designata per ospitare il mega evento della sfilata Emporio Armani con esibizione finale di Robbie Williams. Centinaia di persone si sono trovate ad attraversare la pista in direzione di un hangar dove hanno sfilato 168 look dai colori acidi e paillettes massicce, collezione che non si discosta particolarmente da quella della prima linea che è stata presentata a Milano qualche giorno dopo, gli abiti sono chiari e colorati, con tonalità di blù e lillà, stampe floreali e ninfee  si posano su tessuti iridescenti creando un effetto acquatico interrotto da un rosa pallido che pian piano cresce in rosa acceso.  Armani non a caso ha chiamato la collezione “La Forma del Colore” – dal nome di un libro di Lorenzo Mattotti su tutte le possibili forme di colore. Lo stilista sceglie una via diversa rispetto ai suoi codici genetici in cui il non colore era la carta d’identità dei suoi modelli. Alberta Ferretti opta per i colori della terra, accesi dal lime, dall’arancio e dal kaki che colorano delicatamente pantaloni cargo, maxi short e salopette abbinati a top sangallo e ad accessori creati con trame di uncinetto, per la sera lunghi abiti in chiffon arcobaleno plissé, o delicati mini-dress e jumpsuit in pizzo nero. Fendi punta alla Generazione Z, lo stile Kardashian sembra ispirare questa collezione: pantaloncini da ciclista, crop top, pelle, plexi e logo stampato ovunque. Ma non tutti i giovanissimi hanno sete di ostentare beni preziosi come borse di marca, scarpe da ginnastica e perfino calzini con logo. A quelle ragazze che preferiscono affidarsi ad una moda romantica e fiabesca ci pensa Luisa Beccaria con i suoi abiti bucolici dai toni pastello, o Giambattista Valli con la sua linea Giamba, pensata proprio per ragazze sognanti che non rinunciano però a un tocco di grinta e malizia, la delicatezza dell’outfit è contrastata dal vigore degli stivali in pelle bianca con lunghe frange. A fare da trait d’union tra i due stili ci pensa Prada, che non rinuncia al bon ton delle sue ragazze, ma neanche tralascia la parte che si avvicina di più alla tendenza verso l’athleisure, un incontro letterale tra casual e formale, o liberale e conservatore, come la stessa Miuccia ama definire questa collezione. Motivi psichedelici su gonne e mini dress, accanto a una stampa vintage con silhouette di donne e uomini, borse rosse a forma di cuore, caban in nylon, maglieria intagliata, vestiti da bambolina e bermuda aderenti (versione chic dei pantaloncini da ciclista) e l’immancabile logo per accontentare giovani insicuri. Milano punta agli acquirenti sotto gli anta e a tutti quelli che si sentono liberi di indossare quello che gli va.                                                                                               di Annapaola Brancia d’Apricena

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