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Lo Styling Anacronistico di Vuitton – (FOTO)

Scostumista-Lo Styling Anacronistico di Vuitton – Spesso la tendenza degli stilisti è quella di andare a cercare ispirazione dalla moda che si è succeduta nel secolo scorso, ma c’è chi, approfittando della vastità delle fogge dell’abbigliamento nei secoli addietro, si è spinto più in là. Alessandro Michele ama mischiare riferimenti all’ antica Roma, all’Inghilterra Tudor, alla Francia medievale e all’Italia rinascimentale, alla Parigi degli anni ’30, insieme alla Londra degli anni ’70 e agli anni ’80 di Harlem. La sfilata Cruise 2017/18 di Chanel intitolata “La modernité de l’antiquité” celebrava il classicismo greco mischiando le intramontabili giacche in tweed, segno distintivo della Maison, con tuniche e pepli rivisitati. John Galliano, ai tempi della sua direzione artistica per Christian Dior, ha progettato bellissimi abiti e corpetti d’ispirazione settecentesca.  Per la collezione Primavera-Estate 2018 di Louis Vuitton, anche Nicolas Ghesquière fa riferimento all’ “âge des lumières” facendo sfilare le classiche inquartate maschili lunghe al ginocchio su micro-short, pantaloni in vinile e sneakers futuristiche. Redingote in tessuto broccato arricchite da preziosi ricami si sovrappongono a tessuti tecnologici per un mix-and-match che abbraccia quasi quattro secoli. Il Settecento rivisitato è un tema già sperimentato da Guesquière ai tempi della sua direzione artistica da Balenciaga, con la Collezione Primavera /Estate 2006, dove marsine bianche e avorio strette in vita si allargavano sui fianchi in strati di balze e volant. Ciò che però rende più interessante questa collezione di Louis Vouitton non è tanto la redingote di per sé, che anzi ha una ripresa più letterale dell’originale settecentesca rispetto a quella progettata per Balenciaga dove l’evoluzione della forma è più evidente, ma in quest’ultima collezione Vuitton, è lo styling a rendere interessante l’outfit, l’anacronismo degli stili che si contrappongono e si mescolano in modo sorprendente e imprevisto. I pezzi elaborati, ispirati al guardaroba dell’aristocrazia francese del XVIII secolo, nobilitano l’abbigliamento sportivo dei giorni nostri, tutto si centrifuga perfettamente e Alessandro Michele che ha sempre portato la storia del costume nelle sue collezioni Gucci è guru indiscusso di questa tendenza che vede sempre più l’avanzare dell’importanza di un approccio allo styling già nel momento della progettazione di una collezione.          di Annapaola Brancia d’Apricena