Fashion Designer disoccupati

Scostumista– Fashion Designer disoccupati –  Con la recente uscita di Tomas Maier da Bottega Veneta (sostituito dal giovane designer inglese Daniel Lee), dopo 15 anni di lavoro nella storica azienda vicentina, ora di proprietà della multinazionale francese Kering, si allarga l’elenco di talentuosi designer senza lavoro.  L’assenza a mio avviso più eclatante è quella di Alber Elbaz che nell’Ottobre 2015, dopo 14 anni di successi, ha dovuto lasciare la direzione artistica di Lanvin a causa di disaccordi con la principale azionista della compagnia, Shaw-Lan Wang. Scelta sbagliatissima poiché dopo il licenziamento del designer le vendite dello storico marchio francese sono crollate, e il lavoro di Bouchra Jarrar prima e di Olivier Lapidus dopo, chiamati a succedere allo stilista israeliano sono stati stroncati dalla critica. Intanto Elbaz è incredibilmente ancora a spasso da ormai quasi tre anni. E cosa fa Stefano Pilati che dopo otto anni alla guida di Saint Laurent (sostituito poi dall’impareggiabile Heidi Slimane, che ora a preso il posto di Phoebe Philo da Céline, altra stilista-per sua scelta-momentaneamente senza lavoro) e dopo quattro anni da Zegna sono ormai un paio d’anni che lo stilista milanese non firma collezioni. Dopo la scomparsa di Oscar de la Renta Peter Copping viene chiamato alla direzione creativa del brand americano, ma non ottiene l’impulso creativo che forse ci si aspettava da lui e dopo meno di 2 anni torna in Inghilterra e viene sostituito dal duo composto da Laura Kim e Fernando Garcia. Dal 2016 Copping è disoccupato. Nello stesso anno Alessandra Facchinetti abbandona la direzione creativa per l’azienda Tod’s e da allora anche lei è senza lavoro. Nel 2001 Francisco Costa diventa direttore creativo di Calvin Klein, dopo aver lavorato per Gucci dove era assistente di Tom Ford, e resta a capo del brand newyorkese fino al 2016, viene in quell’anno sostituito dal talentuosissimo designer belga Raf Simons, vincitoretra l’altro per due anni consecutivi del CFDA Awards come miglior womenswear designer per il lavoro svolto da Calvin Klein. Intanto Costa da allora non ricopre nessuna carica. Quella del lusso è una giostra impietosa, ma pur sempre fatta di sfarzo e splendore, e non credo che questi talenti a spasso abbiano nel frattempo bisogno di un reddito di cittadinanza, possono quindi godersi la gloria passata e i soldi (non pochi) guadagnati, e nel frattempo: ‘Who’s the next?’                                                                                                di Annapaola Brancia d’Apricena

 

 

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