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Chemise Breton, la moda “tra le righe” che non tramonta mai

ROMA – “La moda passa, lo stile resta” recita una famosa frase della stilista Coco Chanel. A volte, però, la moda torna. E torna, e ritorna. È questo il caso della chemise Breton (maglia Breton), uno dei capi più iconici del guardaroba sia femminile che maschile che, anche per la stagione autunno/inverno 2013, si annuncia un vero e proprio must have.

LA STORIA – E dire che, la maglia bretone, ha origini che davvero hanno poco a che fare con la moda. Fu infatti ideata dai pescatori e dai marinai Bretoni (Britannia – Nord Francia), pensata con righe orizzontali di due colori contrapposti (all’epoca bianco e blu o bianco e nere) per gli uomini che, a bordo della nave, potevano sporcarsi facilmente. Tra i marinai fu un vero e proprio successo di “praticità” anche grazie alla notevole visibilità di un tale disegno in acqua. Era quindi molto utile per distinguere gli uomini caduti in mare. Nel 1858 la marina militare francese fece diventare questa maglia la divisa ufficiale, inserendo nel capo 21 righe non una di più non una di meno: ogni riga per ogni vittoria di Napoleone.

Ci pensò proprio, ironia della sorte, la grande Coco Chanel a trasformare la chemise breton da capo “pratico” per la marina a iconico trend di moda. Chanel notò questa particolare maglia sulla costa francese e se ne innamorò a tal punto da riuscire a farla diventare un capo di uso civile e, soprattutto, anche femminile. Grazie alla grande Coco la maglia bretone divenne presto un capo cult, indossato dai più esclusivi artisti ed intellettuali francesi.

Ne ha fatta di strada la stampa “bretone” negli ultimi 100 anni. Ripresa dai maggiori stilisti mondiali, è stata rivisitata e adattata in base al momento storico e alla moda del tempo. Con scollo a barchetta o girocollo, con manica lunga o a tre quarti. Le fantasie “a righe” sono state inserite dalle più grandi maison in ogni capo d’abbigliamento, dai pantaloni alle giacche. Ma la chemise bretone, l’iconica maglia bretone con i suoi spazi tra le righe di uguale misura, non è mai passata di moda.

Fu grazie a grandi artisti, intellettuali e musicisti dell’Europa Occidentale del Nord che la chemise bretone divenne un capo famoso in tutto il mondo. Pablo Picasso, James Dean, Kurt Kobain, e ancora Andy Warol o la bellissima Brigitte Bardot, in pochi, nel corso degli anni, riuscirono a rimanere immuni a questo trend, per uno stile casual ma allo stesso tempo chic.

Fu negli anni ’60 che la maglia bretone vide un vero e proprio boom di consensi. Era l’epoca di Portofino e Saint Tropez quando, grazie anche alla tendenza “sailor”, la maglia a righe spopolò tra attrici e cantanti.

Negli anni Settanta la maglia bretone subì alcuni cambiamenti, influenzata dalle tendenze del momento: la manica diventò più corta e le righe più spesse. Tuttavia, la sostanza del trend non cambiò mai. Un po’ casual un po’ chic, rimase sempre un capo “easy” da indossare per un look ribelle e sbarazzino.

Nel 1985 lo stilista Jean Paul Gualtier sovvertì i ranghi proponendo la maglia bretone sotto lo smoking e fece di questa stampa il carattere distintivo delle sue creazioni. Poco dopo anche il Duca di Windsor sdoganò il trend scegliendo di indossare le righe, facendo diventare questo capo un vero e proprio status symbol di un’intera classe sociale.

Insomma, passano le mode e passano i trend, ma la maglia bretone non tramonta mai. Semplice ma allo stesso tempo di impatto, abbinata ad un pantalone capri trasforma immediatamente un look da semplice a sofisticato. Ideali per le mezze stagioni, le maglie a righe sono ormai un vero e proprio capo iconico che non può mancare nel guardaroba maschile e femminile di tutte le età.

Abbinata ad un jeans o ad un chinos, lasciata fuori dai pantaloni e, se il tempo lo permette, con le maniche leggermente rimboccate, una scarpa bianca preferibilmente da barca ma anche un mocassino. Aggiungete un cardigan o una giacca dal taglio chic se la temperatura è un po’ incerta. Unica regola? Che tutto giri intorno alla bretone, abbinando i colori esclusivamente a quelli della riga.

Fonti: armorlux.com

modeide.it

Le righe ieri e le righe oggi:

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