Azzedine Alaïa: The Couturier -(FOTO)

Scostumista-Azzedine Alaïa: The Couturier- Il 10 Maggio al Design Museum di Londra ha inaugurato la mostra Azzedine Alaïa: The Couturier – prima personale britannica che celebra il lavoro dello stilista tunisino. Concepita e co-curata dallo stesso Alaïa prima della sua morte, nel novembre 2017, la mostra illustra il suo incredibile viaggio tra scultura e couture, tra la sua natura anticonformista e la sua passione per la moda e per il corpo femminile. Nella sala al primo piano del museo è esposto lo straordinario lavoro, che copre la prolifica carriera del designer dai primi anni ’80 ai suoi ultimi capolavori verso la fine del 2017. Più di 60 capi rari (tra cui il vestito con zip, l’abito a fascia, la cintura corsetto, il corpo elasticizzato, il cuoio traforato) sono esposti nella mostra co-curata da Mark Wilson, Chief Curator del Groninger Museum, insieme a una serie di schermi architettonici appositamente commissionati da Alaïa ad amici intimi come Ronan & Erwan Bouroullec, Konstantin Grcic, Marc Newson, Kris Ruhs e Christoph von Weyhe, partner di Alaïa da molti anni. Ispirati e complementari ai capi in mostra, i lavori commissionati sono lo sfondo perfetto per le eccezionali creazioni di Alaïa che hanno plasmato il corso della storia della moda negli ultimi decenni.  I capi sensuali e avvolgenti di Alaïa sono esposti insieme a cinque schermi personalizzati, progettati da importanti artisti del design contemporaneo.  Ciascuno degli schermi realizzati in metallo e vetro che incorniciano i capi, sono stati creati in risposta al lavoro del couturier.   “Non è una scenografia, volevamo che gli schermi facessero parte della mostra come gli abiti”, ha detto la curatrice del Design Museum Gemma Curtin, che ha lavorato al fianco del lead curator Mark Wilson nello show.  Ciascuno degli schermi è utilizzato per raggruppare i capi in 11 diversi temi come Sculptural Tension, che si concentra sull’uso del metallo nella creazione di abiti. Un’altra sezione denominata Altri luoghi, Altre culture evidenzia l’influenza dell’Africa sulla selezione dei capi. Questi temi ignorano la cronologia e si concentrano invece sulle diverse tecniche e materiali adottati dal designer. Una serie di fotografie scattate dall’artista Richard Wentworth si allineano sulla parete posteriore dello spazio espositivo principale. La morte improvvisa di Alaïa nel novembre 2017 avrebbe potuto significare la fine dello show, tuttavia, Wilson e Maison Alaïa decisero di andare avanti, specialmente dopo aver scoperto la grande mole di lavoro su cui Alaïa stava lavorando magistralmente.  Avendo già lavorato insieme per le mostre di Roma e dei Paesi Bassi, lo show al Design Museum offre agli spettatori la possibilità di accedere oltre ai pezzi iconici dello stilista, anche alle più recenti creazioni couture. Soprannominato “The king of cling”, Alaïa era famoso per la sua maestria nella sartoria e ha creato capi innovativi che avevano la fluidità della scultura. E per questa mostra ha allungato molti dei vestiti dando così ai capi un’altra funzione, ovvero non quella di essere indossati da una donna, ma trasformandoli in vere e proprie sculture di tessuto che ben si amalgamano con gli schermi posti sul retro creando una vera e propria opera visiva.                                                                                                                                                                di Annapaola Brancia d’Apricena

 

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