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Da Lennon a Hitchcock, 250 personalità celebri hanno detto “No” alla nomina britannica di “Baronetto”

Quanti di noi sarebbero capaci di sferrare un bel “no” alla Regina? non una Regina qualunque, oltretutto, ma alla Regina Elisabetta d’Inghilterra. E invece sembra che, negli ultimi 40 anni, più di 250 scrittori, registi, attori, artisti e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo britannico abbiano detto no all’offerta della sovrana di diventare lord, baronetto, cavaliere e altre onoreficenze varie. La più famosa è probabilmente quella di Lennon che nel lontano 1969 riconsegnò pubblicamente a Buckingham Palace il titolo di Baronetto con la seguente motivazione: “Vostra Maestà, vi ridò indietro questo titolo per protestare contro il coinvolgimento della Gran Bretagna nella guerra nel Biafra in Nigeria e contro il sostegno agli Stati Uniti per il Vietnam”. Ma altre personalità del calibro di Alfred Hitchcock e Francis Bacon sono solo alcune tra i nomi di spicco nella lista dei 277 “baronetti mancati”.

La lista di coloro che di fatto hanno schiaffato un sonoro “No” alla casa reale era rimasta finora segreta, custodita gelosamente da Downing street, che ha il compito di sondare i prescelti da Buckingham Palace per sapere se sono d’accordo a ricevere il titolo loro assegnato. Questo ovviamente per evitare che Elisabetta II si becchi il rifiuto direttamente in faccia.

Ci sono i pittori Lucian Freud e LS Lowry, ma anche gli scrittori Aldous Huxley, Roald Dahl e CS Lewis. Lowry, ad esempio, rifiutò un’onorificenza per ben cinque volte, a partire dal 1955 quando gli venne offerto un Order of British Empire (Obe) fino al 1976, quando gli venne chiesto di diventare Companion of Honour. Scorrendo la lista, si legge anche il nome del cantante David Bowie: disse no alla regina Elisabetta, a quanto pare, esattamente nel 2000 e in occasione del compleanno della sovrana.

Insomma, altro che prestigio ed onore nel venire toccati con uno spadino sulla spalla e ricevere il diritto ad essere chiamati “lord” per il resto della vita: sembra proprio che, per quanto in Inghilterra la monarchia rimanga popolare, esiste qualcuno (di spicco, per giunta) che a diventare “baronetto” non ci tiene proprio.

 

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