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Dimmi cosa ha mangiato (tua mamma in gravidanza) e ti dirò chi sei

C’è chi dice che il periodo più importante nella vita di una persona, quello in cui ci si forma e si gettano le basi per il futuro, sia l’adolescenza. Altri dicono che questo periodo importante sia invece l’infanzia. Annie Murphy Paul invece, sul suo libro, “Origins” descrive la sua teoria: il periodo più importante per la vita di un essere umano è quello passato in gravidanza. Da feto. Secondo gli studi effettuati dalla scrittrice, tutto ciò che influenza il feto in gravidanza determinerà poi la persona che sarà in vita. Non solo dunque l’uso di alcool e droghe da parte della mamma, ma anche smog, stress mentale e fisico, addirittura mese di nascita. Secondo la scrittrice infatti, i bambini nati dopo un periodo estivo risultano un pò più alti e con assatura più robusta a causa della Vitamina D, che si sintetizza soprattutto prendendo il sole, quindi in estate. Gli studi della scrittrice hanno dimostrato anche che i feti nati dopo un periodo di stress, per esempio quello dovuto al crollo delle Torri Gemelle a New York nel 2001, o dopo terremoti considerevoli o, ancora, dopo l’uragano Katrina, pesavano meno del normale: questo a causa degli ormoni dello stress, cotisolo e adrenalina, che hanno cattiva influenza sulla vita del feto.

Ancora, si legge sul libro come anche l’alimentazione sia di vitale importanza: non esagerare con alcun cibo, tanto meno privare l’organismo. I grassi, se mangiati in giuste quantità, sono necessari per immagazzinare energie ma eccedere fa malissimo al bambino e lo predispone a obesità, diabete  e malattie del cuore. L’alcool in gravidanza? “È peggio della cocaina”, dice la scrittrice.

Anche l’omosessualità, secondo Annie, potrebbe essere dovuta alla gravidanza. Non a caso chi è omosessuale spesso ha anche un fratello maggiore e a spiegare ciò è proprio la scienza: durante una prima eventuale gravidanza infatti, la mamma fabbrica anticorpi contro alcune proteine del feto, alla seconda gravidanza di un altro maschio questi anticorpi potrebbero interferire con le proteine che controllano lo sviluppo di alcune zone del cervello che predispongono all’omosessualità.

Dulcis in fundo, la scrittrice chiude in bellezza: anche alcune attitudini criminali potrebbero essere dovute alla fase fetale. Nel libro si legge come tale Charles Gaston, condannato i California per omicidio, a cui i giudici hanno sospeso la pena di morte dopo che gli avvocati sono riusciti a dimostrare la sua difficile vita fetale, periodo in cui la mamma beveva in gravidanza ed era ubriaca anche il giorno stesso del parto.

Insomma, un libro interessante che non ha niente a che vedere con superstizioni sciocche. Lungi dalla scrittrice false dicerie secondo cui in gravidanza non bisogna indossare collane in quanto presagirebbero l’arrotolarsi del cordone ombelicale attorno al collo del piccolo, o, cavallo di battaglia della zia anziana, di non sedersi mai con le gambe incrociate altrimenti il feto si posiziona storto e in vita sarà zoppo.

Il libro è un vero e proprio viaggio della scrittrice: nove temi per i nove mesi della sua gravidanza, che Annie ha passato medici e scienziati.

Per dimostrare che, quello del feto, è uno dei momenti più importanti della vita di un uomo.

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