Gravidanza, il bimbo ha fretta: tre spinte e nasce in bagno

Gravidanza, il bimbo ha fretta: tre spinte e nasce in bagno

GHISALBA (BERGAMO) – La data prevista per il parto era fissata per il 17 Novembre ma il bambino aveva talmente fretta di venire al mondo che non ha aspettato nemmeno l’arrivo dell’ambulanza o la corsa in ospedale. Ha preferito, invece, nascere nel bagno di casa.

La tenera storia del piccolo Fabio ce la racconta il sito L’eco di Bergamo. Nella casina di Ghisalba, in quel di Bergamo, la famiglia Zampoleri dorme beata. Aspettavano l’arrivo di Fabio ma non pensavano certo in maniera così repentina. Cosa avrà da fare di così tanto urgente il piccolo da voler nascere in maniera così impetuosa?

Silvia, mamma già di uno splendido figlio, attendeva Fabio per metà del mese ma era la notte del 5 Novembre quando ha sentito dolori sospetti: “Gigi preparati, dobbiamo andare!” esclama al marito.

E invece non c’è stato nulla da fare. Determinato e frettoloso, non è bastata nemmeno la valigia già pronta (come accade in tutte le case “in dolce attesa”) e la velocità dell’arrivo dei nonni, che dormivano al piano di sopra:

“«Mentre ero in bagno a prepararmi – racconta Silvia – sono arrivate le fatidiche “spinte” del travaglio: non so nemmeno spiegarlo io, solo che ad un certo punto non potevo più né camminare né muovermi e sentivo solo di dover spingere. Mia mamma era in bagno con me e mi rassicurava. Al che abbiamo subito detto a Luigi di chiamare l’ambulanza per venirmi a prendere e intanto nonno Gianfranco ha preso la piccola Asia e l’ha portata al piano di sopra per evitarle il trambusto della situazione»”.

E invece, mentre il marito era in giardino ad attendere l’ambulanza, il piccolo Fabio si è fatto sentire ed ecco che, alla terza spinta di mamma Silvia, è venuto al mondo accolto tra le braccia di nonna Daniela. Detto fatto, Silvia non ha potuto che stringere con sorpresa il piccolo per uno dei parti più veloci, naturali e dolci della storia:

“Appena ha messo fuori la testa, il bambino ha iniziato a piangere: vuol dire che era sano. Non potevo che guardarlo incredula, ma ero felice perché tutto era andato bene ed è stato veloce, ma del tutto naturale”:

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