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Dimagrire, la dieta non c’entra: è una questione di stile di vita

ROMA – Il 90 per cento delle persone che iniziano una dieta finiscono per riprendere entro un anno i chili persi con tanti sacrifici e sforzi. Questo perché il modo migliore per dimagrire non è seguire una dieta, ma cambiare stile di vita: meno televisione, più attività fisica, cibi sani e non saltare mai la colazione.

Sono le abitudini notate anche dal Registro Nazionale Americano per il Controllo del Peso (Us National Weight Control Registry) dopo aver studiato lo stile di vita delle persone che sono riuscite a dimagrire con risultati duraturi nel tempo, perdendo diversi chili sena recuperarli nei cinque anni successivi.

Ecco le regole, o abitudini, che hanno seguito.

  • Il 78% di loro ha fatto sempre colazione.
  • Il 75% di loro saliva su una bilancia a controllare il proprio peso almeno una volta alla settimana.
  • Il 62% guardava meno di dieci ore di televisione alla settimana
  • Il 90% faceva un’ora di attività fisica al giorno, per lo più camminando.

 

 

 

2 risposte su “Dimagrire, la dieta non c’entra: è una questione di stile di vita”

Le novità con la barba vengono sempre da la Merica.
Lo stile di vita suggerito serve appena a scolmare un tantino l’obesità che straripa..

Ci vuole altro!

Lo stile di vita che allunga la medesima e svuota ambulatori e ospedali è quello del sottostante TURBO-VECCHIOTTO:

È un personaggio fuori del comune. Chi lo conosce di persona ci ha fatto l’abitudine, non si meraviglia né si sgomenta. Chi non lo conosce dice che è un matto, o un fanfarone, o al limite un miracolato da Papa Roncalli.
Alla bella età di quasi 90 anni, è ancora lucido, scattante e integro, a parte la mutilazione dell’occhio destro. Deve il suo benessere all’esempio d’un parente neo-platonico da cui ha acquisito sane abitudini che danno senso e gusto all’esistenza umana.
Non fraintendetemi, non pensate che sia prezzolato per reclamizzare prodotti e pratiche contro l’obesità, lo stress, il tedio e altri ben noti flagelli della ‘civiltà’ dei consumi. I dati che seguono sono verificabili e non finalizzati al profitto venale, ma solo a beneficio altrui.
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Il vecchiotto in discorso percorre ogni giorno almeno 4 chilometri a piedi con tratti di corsa a una media di ca. 5 kmh. e/o una ventina di chilometri su ciclocamera in tratte di 20 minuti intramezzate da esercizi addominali e un paio di tarantelle (più salutari del tango che, stando ad una strabiliante ‘scoperta’ di medici statunitensi è una panacea terapeutica). D’estate preferisce l’itinerario pineta–spiaggia con sgambate sulla battigia alternate al nuoto. Niente auto: ne ha avuta una sola nella vita e l’ha smessa da quarant’anni.
Calorie giornaliere: ne consuma più di 600 e ne assume meno di 2000 in quattro razioni ridotte ma equilibrate (tanta frutta e verdura) + 2 litri di acqua (pura di fonte), con rigida esclusione di merendine, ‘toasts’, bevande gassate, alcoolici e carne suina. Si tiene alla larga da caffè-pasticcerie, chioschi, ‘fast-food’ et similia.
Peso kg. 52, altezza m.1,59, ventre quasi piatto.
Oportet ut sit mens sana in corpore sano: il .Turbo-vecchiotto fa fumare le meningi. Insacca di tutto, in prevalenza letteratura classica. È autore di varie pubblicazioni, prevalentemente di letteratura, glottologia e storia, ma non trascura la scrittura amena. Salva i testi esauriti ed inediti su CDR e li diffonde attraverso Gruppi di Studio frequentati da tradizionalisti che privilegiano la Lingua Latina, la Storia Patria e la Letteratura europea.
Del tutto disintossicato dalla Unkultur e dalla disinformazione propagate dai mezzi di comunicazione di massa, il Valenti non sfoglia gazzette e da oltre dieci anni si è disfatto anche dello scatolone televisivo. Si informa in rete e si ristora con scelti DVD di buone pellicole e musica classica.
Tale stile di vita può offrire uno spunto se non un insegnamento a tanti afflitti che ci attorniano, smarriti e demotivati, delusi ed esasperati, vittime dell’usuraia ‘civiltà’ dei consumi, schifati da una società sudicia in tutti i sensi, priva di fondamenti morali e di retroterra culturale, destinata ad una catastrofe globale se non interviene un salutare rivolgimento.

Silvano Valenti de Wiederschaun “Independencia Itálica”/ G.d.E.. “Aurinaucus”– Caracas

mi permetto di fare alcune riflessioni. innanzitutto seguire una alimentazione sana fin da bambini è utilissima sia per la crescita e sia per la prevenzione di alcune patologie….è indispensabile anche nell’età dello sviluppo considerare che l’alimentazione è parte integrante della cura del proprio organismo, affrontare una dieta significa dover guardare attentamente se stessi per quell’aumento di peso e delle sue cause, affrontare la sua scelta educativa e voler raggiungere i risultati è un obiettivo che và sempre raccomandato e volutamente sentito, infine il saper mantenere il peso raggiunto è una soddisfazione personale ed educativa che deve essere uno stile di vita proprio e naturale….anche per gli anni futuri….fare statistiche non sempre veritiere non incoraggia e non semplifica, ognuno è un caso a sè….e poi bisogna considerare anche i propri genitori e i nonni….il sesso, l’età, la professione, le soddisfazioni personali, la propria capacità di autostima, la cultura, e non ultimo il luogo dove si vive….e la serenità e l’equilibrio interiore……l’alimentazione è tanto importante perchè implica tantissime emozioni e tantissimi effetti…è una scienza completa….non è pubblicità.

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