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Dukan, della zuppa o barrette: quando la dieta può far male

ROMA – Più che diete dimagranti alla lunga si rivelano diete ingrassanti: molti dei regimi alimentari per perdere peso portano, dopo qualche mese, all’effetto opposto: riprendere i chili persi con tanta fatica e in alcuni casi guadagnarne anche qualcuno in più.

A puntare il dito con alcune tra le diete più note, tra cui la Dukan e la Cohen, è uno studio francese Nutrinet Santé. I ricercatori, guidati da Serge Hercberg, hanno seguito 106mila “aspiranti magri” che hanno seguito le diete più disparate, da quelle monotematiche, come la dieta della zuppa, a quelle “d’autore, come appunto la Dukan, a chi si è affidato a nutrizionisti.

Proprio le diete che prevedono l’eliminazione totale di alcuni alimenti o quelle a base di sostituiti del pasto (le famose barrette e simili) sono quelle che di solito vedono un ritorno dei chili persi.

Tra le diete più note la migliore, secondo lo studio francese, è la Weight Watchers, che prevede il calcolo delle calorie. Ma i risultati migliori e sopratutto più duraturi arrivano dalla dieta “del buon senso”, quella, cioè, che prevede di mangiare un po’ di tutto ma con moderazione, di abbondare in frutta e verdura e di fare un po’ di attività fisica.

Lo studio ha dimostrato che 76 persone su 100 che seguivano questo regime non solo alimentare sono riuscite a mantenere nel tempo i risultati.

Questi risultati si aggiungono a quelli del rapporto del 2010 dell’Agenzia Nazionale di Sicurezza Sanitaria di Alimentazione, Ambiente, Lavoro (ANSES). In questo caso veniva sottolineato come i regimi dimagranti restrittivi possono portare a squilibri nutrizionali con conseguenze per la salute, soprattutto delle ossa, del cuore e dei reni. Ma anche a disturbi alimentari.

 

 

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