Vitamina C, 7 benefici per la salute

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La vitamina C può apportare numerosi benefici alla salute. Si trova in molti frutti e verdure, tra cui arance, fragole, kiwi, peperoni, broccoli, cavoli e spinaci. Vediamo una serie di motivi per cui va inclusa nella dieta, suggeriti dal sito Health.

La vitamina C è un potente antiossidante. Può aiutare a ridurre il rischio di malattie croniche come le malattie cardiache. Può migliorare l’assorbimento del ferro.

Gli integratori di vitamina C possono abbassare la pressione sanguigna sia negli adulti sani che in quelli con ipertensione. Sono necessari ulteriori studi e questo non significa che basti da sola la vitamina a risolvere il problema della pressione alta.

Numerosi fattori aumentano il rischio di malattie cardiache, tra cui ipertensione, trigliceridi elevati o livelli di colesterolo LDL (cattivo) e bassi livelli di colesterolo HDL (buono). La vitamina C è di aiuto nel ridurre questi fattori di rischio, che possono diminuire il rischio di malattie cardiache

Gli alimenti ricchi di vitamina C sono stati collegati alla riduzione dei livelli di acido urico nel sangue e al minor rischio di gotta. Può inoltre stimolare le difese immunitarie aiutando i globuli bianchi a funzionare in modo più efficace, rafforzando il sistema di difesa della pelle e aiutando le ferite a guarire più velocemente.

Bassi livelli della vitamina sono stati associati ad un aumentato rischio di problemi di memoria e disturbi del pensiero come la demenza. Al contrario, un elevato apporto ha dimostrato di avere un effetto protettivo.

Ma attenzione: uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, basato su dati relativi a 1134 pazienti seguite per un tempo medio di sei anni, ha rivelato che assumere integratori vitaminici potrebbe interferire con la chemioterapia nelle pazienti con cancro al seno, aumentando il loro rischio di avere una recidiva e di morire.

Le pazienti che assumevano integratori durante la chemio – tra cui carotenoidi, coenzima Q10 e vitamine A, C, ed E – avevano un rischio del 41% maggiore di veder tornare il tumore dopo le cure (recidiva) e un rischio del 40% maggiore di morire durante il periodo di osservazione, rispetto alle pazienti che non facevano uso di integratori.

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