Il ruolo delle statine nel fermare i tumori al seno

Le statine ipocolesterolemizzanti, ovvero i farmaci che inibiscono la sintesi del colesterolo endogeno, rallentano la crescita deltumore al seno. E’ quanto risulta da una ricerca della Columbia University.

Secondo lo studio, le mutazioni in un singolo gene possono essere usate per identificare i tumori a maggiore probabilità di risposta positiva alla terapia con statine.

I ricercatori hanno analizzato le statine nel carcinoma mammario e le mutazioni del suo soppressore, “p53”. L’oncosoppressore p53 regola molti aspetti della proliferazione cellulare, in genere mettendo un freno alla crescita incontrollata.

Oltre la metà di tutti i tumori umani sono portatori di mutazioni nel gene p53. Molte di queste mutazioni non si limitano semplicemente a disturbare la normale funzione del p53, ma anche a dotare p53 di nuove funzioni che favoriscono la formazione del cancro.

Le cellule che trasportano p53 mutante crescono in modo disordinato e invasivo, come nei tumori al seno.I ricercatori hanno trattato le cellule p53 mutanti con le statine, e le cellule hanno bloccato il comportamento disorganizzato e la crescita invasiva.

Dall’analisi dei tessuti tumorali mammari prelevati dalle pazienti è stato anche scoperto che le mutazioni di p53 e l’elevata attivitàdei geni della via del mevalonato tendono a svilupparsi insieme nei tumori umani.

 

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