Scompenso cardiaco, attività fisica fondamentale

Scompenso cardiaco, attività fisica fondamentale

Lo scompenso cardiaco è una patologia poco conosciuta ma che riguarda un milione di italiani. E si potrebbe prevenire semplicemente con un migliore stile di vita fatto anche di attività fisica.

Stiamo parlando della seconda causa di ricovero dopo il parto, che comporta ogni anno 165.000 ricoveri, 500 al giorno. Con costi conseguenti: l’ospedalizzazione di questi pazienti assorbe circa il 70% dei costi globalmente sostenuti per la malattia, sottolinea Luca Baldino, Direttore Generale della Ausl di Piacenza, che chiosa: “Lo scompenso cardiaco è una patologia a elevata mortalità con costi sanitari e sociali altissimi”.

Maggio è il mese della Campagna informativa promossa dalla Heart Failure Association (HFA) della Società Europea di Cardiologia, sostenuta dalla Federazione Italiana di Cardiologia, a cui partecipano 40 centri di cardiologia italiani. Obiettivo dell’iniziativa di quest’anno è la sensibilizzazione su prevenzione e cura attraverso un focus sull’attività fisica.

“Con una prevenzione efficace saremmo in grado di affrontare in tempo l’80% delle patologie cardiovascolari e perfino il 40% dei tumori“, spiega Massimo Piepoli, Responsabile dell’Unità Operativa Scompenso e Cardiomiopatie dell’Ospedale di Piacenza. E aggiunge: “Anche per i pazienti già colpiti dalla malattia, l’attività fisica viene altamente raccomandata, al pari delle terapie mediche e chirurgiche più efficaci, come mezzo di cura e di riabilitazione”.

 

 

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