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Sbiancare i denti, una moda che può far male

Sbiancare i denti va di moda, ma può costare caro. E non si parla di soldi, anche se pure i costi di queste procedure non sono minimi. Il business dello sbiancamento dei denti in Italia vale un miliardo di euro l’anno, di cui trenta milioni per i trattamenti professionali, pari ad un terzo di tutti i trattamenti dontoiatrici estetici richiesti ai dentisti.

Un trend in crescita, che vede un picco delle richieste a maggio e giugno. Sono circa 120.000 gli italiani che chiedono un sorriso da star per un mercato in crescita del 15% ogni anno che muove 30 milioni di euro a cui si aggiunge il miliardo di euro speso per dentifrici, gel, strisce, collutori e altri schiarenti ‘fai da te’ scelti da un italiano su due.

Prodotti sicuri ma attenzione al pH: la normativa ISO 28399/2011 stabilisce che gli sbiancanti non devono avere un pH minore di 4 ma i più recenti studi mostrano che sbiancanti con pH inferiore a 5,5, cioè con pH acido, possono intaccare la parte dura del dente che si degrada e porta via lo smalto.

Vietato inoltre intervenire su chi ha meno di 18 anni, a meno che non ci siano particolari condizioni cliniche, sottolineano gli esperti dell’Accademia Italiana di Odontoiatria, Conservativa e Restaurativa (AIC).

Un trend che rispecchia un dato: oltre il 50% delle persone è insoddisfatta del colore dei propri denti, stando a dati pubblicati di recente sull’Italian Dental Journal. Così ogni anno in Italia, soprattutto a maggio-giugno in vista dell’estate, 120.000 persone si sottopongono a trattamenti nello studio dentistico o a casa sotto il controllo dell’odontoiatra.

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