Pressione alta, l’ormone che la abbassa senza effetti collaterali

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ROMA – Abbassare la pressione alta attraverso un ormone potrebbe presto essere possibile. Recenti approfondimenti su un ormone rilasciato dalle cellule muscolari potrebbero portare a modi più efficaci e veloci per gestire la pressione alta. Secondo i risultati della ricerca condotta dagli scienziati dell’Università di Copenhagen Rigshospitalet, in Danimarca, quando l’ormone che ha il nome di peptide natriuretico atriale (ANP) entra nel flusso sanguigno, è in grado di abbassare la pressione sanguigna attivando la dilatazione dei vasi e l’escrezione di sodio nelle urine. I ricercatori, per il momento, hanno studiato questo fenomeno nei ratti e lo studio è stato presentato in un documento apparso nel Journal of Biological Chemistry.

Il team ha scoperto che l’effetto dell’ANP sulla pressione sanguigna sembra dipendere dalla presenza o dall’assenza di una certa molecola di zucchero sul peptide. “Possiamo vedere”, ha spiegato l’autrice dello studio Katrine Schjoldager, assistente professore al Centro di Copenhagen per Glycomics presso l’Università di Copenaghen, “che quando quel particolare zucchero si trova sull’ormone peptidico, regola l’equilibrio dei liquidi e la pressione sanguigna in modo diverso rispetto a quando lo zucchero non si trova lì”.

Approfondimenti sulla pressione sanguigna: il cuore pompa il sangue per tutto il corpo. Questo esercita una pressione sulle pareti delle arterie. Se la pressione è troppo alta o troppo bassa, possiamo andare incontro a problemi di salute. La pressione alta, o ipertensione, colpisce in Italia circa 1 adulto su 3. Avere la pressione alta aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache o ictus.

Il nuovo studio è un esempio di glicoproteomica, un tipo di indagine biologica che consente agli scienziati di studiare la glicosilazione e il modo in cui le cellule marcano posizioni diverse sulle proteine ​​con molecole di zucchero per alterare la loro funzione e renderle stabili. Fino a poco tempo fa, gli scienziati non avevano gli strumenti per indagare l’intero ambito della glicoproteomica.

Nel loro studio, Schjoldager e colleghi hanno condotto una “analisi completa della glicoproteomica”, utilizzando tecnologie avanzate che includono spettrometria di massa e software specializzato. “Nei nostri modelli animali”, osserva Schjoldager, “possiamo vedere che l’ormone peptidico con e senza zucchero si comporta in modo diverso”.

I ricercatori ritengono che le loro scoperte offrano nuove conoscenze sulla regolazione della pressione sanguigna nel corpo. Jens Peter Gøtze, professore nel Dipartimento di Biochimica Clinica presso Rigshospitalet, suggerisce che potrebbero portare a un “modo moderno per gestire e curare la pressione senza effetti collaterali”.

Il professore ha spiegato che gli scienziati sanno da tempo che l’ANP è importante per la pressione del sangue, ma fino ad ora non erano state fatte sufficienti ricerche per capire come potesse aiutare nel trattamento dell’ipertensione. I ricercatori stanno pianificando uno studio più dettagliato di come il cuore controlla quel particolare zucchero e dove si attacca all’ANP. Successivamente, vogliono capire come questa funzione differisce negli esseri umani con e senza determinate condizioni cardiache, come l’ insufficienza cardiaca.

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