Morbillo, epidemia negli Usa nata a Disneyland

Morbillo, epidemia negli Usa nata a Disneyland

MIAMI – Emergenza morbillo negli Stati Uniti. Un’epidemia che si sta diffondendo in diversi Stati ed è nata a Disneyland. Questo è il comune denominatore dei tanti casi degli ultimi giorni. Decine di malati (circa 70, ma il numero cresce di giorno in giorno) che hanno in comune il fatto di essere stati al parco divertimenti della California il mese scorso. In particolare sono stati a Disneyland e Disney California Adventure tra il 15 e il 20 dicembre. La gran parte dei casi si registra in California, ma ce ne sono anche nello Utah, in Colorado, Missouri, Washington e persino in Messico. Quest’ultimo caso riguarda una bimba di appena 22 mesi. 

 

Il contagio è dovuto al fatto che molti di quelli che si sono ammalati sono tornati a casa dalle vacanze a Disneyland o nel parco giochi adiacente ed hanno trasmesso il virus a familiari che non erano stati vaccinati. Il paziente ‘zero’, il primo a essere infettato, non è stato ancora identificato.

Tra i contagiati ci sono anche alcuni impiegati della Disney. L’azienda dei divertimenti sta chiedendo a tutti i lavoratori di sottoporsi alle vaccinazioni anti-morbillo: quelli non immunizzati dovranno stare a casa in aspettativa pagata.

Secondo gli esperti, la rapida diffusione della malattia è causata da genitori e adulti che, contrari alla vaccinazione, non hanno immunizzato i figli.

“L’epidemia è una sorta di tempesta perfetta, ha spiegato al ‘Los Angeles Times’ James Cherry, specialista di malattie infettive all’università della California – la gente viene a Disneyland da tutto il mondo, siccome il morbillo non da’ sintomi per alcuni giorni, probabilmente anche solo un paio di persone infette possono aver sparso il virus a molti visitatori”.

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