Salute

“Miopia e computer, non c’è legame”, dice l’esperto

"Miopia e computer, non c'è legame", dice l'esperto

ROMA – Miopia causata dall’uso del computer? Un esperto dice che non è così: “Nessuna prova scientifica”. L’esperto è Pasquale Troiano, presidente del comitato tecnico-scientifico della Società oftalmologica italiana e oculistica del Policlinico di Milano. Intervistato da Davide Patitucci del Fatto Quotidiano spiega:

“Non esiste alcuna dimostrazione scientifica certa di una correlazione tra la miopia e l’uso di pc, tablet o altri dispositivi elettronici. Che l’impegno ravvicinato protratto possa rappresentare uno dei fattori in grado di favorire la comparsa e l’evoluzione di questo disturbo visivo è documentato dal 1.700, ma la miopia è una malattia multifattoriale ed è impossibile dire che un solo elemento ne possa essere responsabile”.

Certo è che la messa a fuoco prolungata a cui gli occhi sono costretti quando si passano molte ore al pc (cosa diffusa per gli italiani, che passano così in media quattro ore al giorno) non stimola la vista e disabitua alla visione a distanza. Lo stesso discorso, del resto, si può fare per i libri: in media chi studia molto ha più probabilità di dover indossare gli occhiali (o le lenti a contatto), ma secondo lo studioso non è un legame di causa-effetto.

“Possiamo dire che la miopia va di pari passo con lo sviluppo tecnologico, ma le ragioni ancora non le conosciamo con certezza. Nel sudest asiatico, ad esempio, la componente genetica è preponderante e si può arrivare in alcune aree anche a una diffusione nel 70% della popolazione. In Australia, invece, la percentuale è bassa, del 20%, e non si può certo dire che lì non usino i computer”.

 

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