Prevenire diabete gestazionale, esercizio e dieta potrebbero non bastare

Europa, aumentano mamme over 35 in sovrappeso, diminuiscono fumatrici

11 Dicembre 2018 - di Silvia_Di_Pasquale

ROMA – In Europa cresce il numero delle mamme che decidono di avere figli in età avanzata. Si registra un più 16% in 5 anni. Cresce anche il numero di quelle in sovrappeso, dato non positivo, ma allo stesso tempo diminuiscono del 13% le gestanti fumatrici. A fare il punto su alcuni fattori che mettono a rischio la salute della futura mamma e del nascituro è il quarto rapporto europeo sulla salute perinatale “European perinatal health report” pubblicato da Euro_Peristat, che compara i dati 2015 con quelli del 2010.

La percentuale di donne, in Europa, che hanno avuto figli a 35 anni o più è stata del 20,8%: percentuali inferiori al 15% in Bulgaria, Romania e Polonia mentre in Italia è pari al 36,3% e pone il nostro paese secondo in classifica dopo la Spagna. Anche il sovrappeso è in aumento soprattutto in Francia, Germania, Uk, Finalndia), con una prevalenza di obesità prima della gravidanza del 13,2%. Mentre, grazie alle campagne di sensibilizzazione di questi anni, la percentuale di donne che fumano in gravidanza nel 2015 risulta del 13% inferiore rispetto al 2010.

Diminuiscono in Europa, anche se con molte differenze tra i vari Stati, sia il tasso di natimortalità (bimbi nati morti dopo 28 settimane di gestazione) che il tasso di mortalità neonatale (morti prima del 28simo giorno di vita), rispettivamente -5% e -10%. I numeri in Italia risultano stabili e nella media, ovvero pari a 2,4 e 2,2 decessi per 1000 nati vivi. Quanto alla mortalità materna (entro 42 giorni dal parto), il report conferma i dati dell’Istituto superiore di Sanità, secondo i quali nel nostro Paese è un evento ben sorvegliato e molto raro che riguarda quasi 10 donne ogni 100 mila nati vivi. Questo dato è frutto di un grande lavoro svolto dal sistema di sorveglianza ostetrica Itoss (Italian Obstetric Surveillance System) dell’Iss: fino agli anni 2006-2012 vi era infatti una sottostima dei casi superiore al 60%. Il lavoro, che ha messo in correlazione le cause di morte e schede di dimissione ospedaliera rappresenta, sottolinea Euro-Peristat, “un esempio per gli altri Paesi europei che ancora non dispongono di un sistema di rilevazione affidabile”. (Fonte ANSA).

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