Categorie
Salute

Lupus, malattia autoimmune che preferisce le donne. Diagnosi e cure

ROMA – E’ una di quelle malattie che colpiscono soprattutto le donne: il rapporto è di nove a uno. E’ il lupus, patologia autoimmune dall’origine ancora poco chiara. Eppure questa malattia non va affatto trascurata: se manca una diagnosi precoce e un trattamento adeguato si può avere un deterioramento delle funzionalità degli organi e soprattutto dei reni che può portare a danni irreversibili, fino alla dialisi, sottolinea Fabio Di Todaro sulla Stampa.

Ma il lupus eritematoso sistemico, che colpisce soprattutto le donne prima dei 40 anni, può essere curato. L’importante è capire quando si presenta.

DIAGNOSI – Il lupus si presenta spesso con degli arrossamenti della pelle del volto, in particolare dalla radice del naso alle guance, disegnando un tipico aspetto a farfalla. Le zone di pelle più colpite sono quelle esposte al sole. Nella prima fase della malattia i pazienti spesso parlano al medico di arrossamenti della pelle del volto, delle braccia e delle scollature associate a dolori articolari, muscolari e a una sensazione di stanchezza anche dopo piccoli sforzi. Se però c’è una diagnosi precoce la sopravvivenza a cinque anni arriva al 95%. Quando la scoperta è tardiva, la colpa è spesso di un esordio più subdolo del lupus, che nelle fasi iniziali si può presentare con affanno, dolore toracico o addominale, perché ha già colpito i polmoni e il cuore prima della pelle.

CURE – La cura principale è a base di cortisone, ricorda Di Todaro sulla Stampa. Ma da poco più di un anno è disponibile un nuovo farmaco: si tratta del belimumab, un anticorpo monoclonale che agisce sul controllo dei linfociti implicati nella reazione autoimmune innescata dal lupus che provoca danno agli organi e ai tessuti del corpo.

A questo nuovo trattamento, ancora in fase di accertamenti, si sottopongono i pazienti che presentano bassi livelli degli anticorpi anti-Dna nativo, responsabili del danno all’acido nucleico che si riscontra nella maggior parte delle persone colpite dal lupus, sottolinea Di Todaro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.