Fumo, altro che status symbol. Ora è “vizio di poveri e ignoranti”

Fumo, altro che statu symbol. Ora è vizio di poveri e ignoranti

WASHINGTON – Fumo, altro che status symbol. Ormai le sigarette sono un vizio da poveri, emarginati, ignoranti. E’ quanto risulta da una dettagliata indagine del New York Times condotta contea per contea negli Stati Uniti. Un vero e proprio ritratto dell’evoluzione del fumo dall’inizio del Novecento ai giorni nostri.

La sintesi è chiara: da status-symbol di ricchi e famosi, il fumo è diventato un vizio delle persone meno abbienti e colte. Il crollo dell’appeal della sigaretta ha avuto un picco negli ultimi 15 anni: la dipendenza da nicotina è scesa globalmente tra gli adulti americani del 27%. Un declino che tra i poveri e però stato solo del 15%.

Non solo: a fare le spese dell’ignoranza sui danni causati dalla nicotina risultano in particolare le donne. Se nelle contee più benestanti il tasso del vizio del fumo tra le donne è sceso di una buona metà dal 1997, nelle contee più povere la diminuzione del ‘fumo in rosa’ è stato solo del 4%. Le donne bianche più povere sono ora quelle che vivono le vite più brevi.

Per esempio nei lussuosi ‘suburb’ nei dintorni di Washington solo un adulto su dieci fuma ancora. Nella contea di Clay, nel Kentucky, dove gli abitanti fanno i mandriani, i taglialegna, o lavorano in fabbrica, a non staccarsi dalle sigarette sono ancora in quattro su dieci.

I dati elaborati dall’ ‘Istituto per la Salute, la valutazione e i dati metrici’ rivelano che il tasso di fumatori nel Kentucky è al 36,7%, il più alto degli Stati Uniti.

Il livello di istruzione sembra essere uno dei fattori chiave nell’influenzare il fumo: gli americani con un titolo di studio nelle scuole superiori o meno sono il 40% della popolazione, ma rappresentano il 55% dei 42 milioni di fumatori a stelle e a strisce.

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