Salute

L’esercizio aerobico fa bene alla salute del cervello

L'esercizio aerobico fa bene alla salute del cervello

Gli esercizi aerobici come camminare, nuotare, correre o andare in bicicletta fanno bene alla salute del cervello.

Lo conferma una ricerca pubblicata su NeuroImage, realizzata dal BRAiN Lab  della Colorado State University.

Fare movimento è uno dei pilastri della prevenzione di molte patologie, incluse quelle metaboliche.

Cosa è emerso dallo studio su esercizio aerobico e salute del cervello.

La materia bianca, che collega e trasporta segnali tra i neuroni, può cambiare in meglio in risposta all’esercizio aerobico, dando una spinta alla richiamo della memoria.

Le regioni del cervello più vulnerabili all’invecchiamento erano anche le regioni che hanno beneficiato maggiormente dell’esercizio aerobico.

Questo suggerisce che l’esercizio aerobico regolare è una strategia efficace per ridurre il rischio di declino cognitivo.

E’ qualcosa di molto importante considerando che si prevede che l’incidenza della demenza raddoppi ogni 20 anni con l’invecchiamento della popolazione.

Come si legge su Medical X Press, il team di ricercatori ha raccolto un campione di 180 anziani sani, ma dichiaratamente inattivi.

Uno dei membri del team di studiosi ha spiegato:

“Abbiamo deciso di includere partecipanti sani in modo da poter prima capire cosa c’è di ‘più normale’ nell’invecchiamento sano e applicare ulteriormente questa conoscenza in seguito ad altre popolazioni, come le persone con demenza”.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una serie di risonanze magnetiche e test cognitivi e cardiorespiratori prima e dopo l’intervento per valutare gli effetti dell’attività fisica sul cervello.

Diagnosticare la demenza, una strada ancora in salita.

Una ricerca ha evidenziato come negli Stati Uniti quasi il 40% dei pazienti affetti da demenza non riceva una diagnosi formale.

Quanto arriva la diagnosi, i pazienti sono già in una fase già avanzata della patologia e quindi con attività di vita quotidiana, capacità relazionali e qualità di vita già altamente compromesse.

Bisogna arrivare a una valutazione neuropsicologica in grado di rilevare i sintomi prima ancora che essi siano visibili attraverso esami diagnostici come la risonanza, la tac o la pet.