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Diabete, intestino, pelle: il ruolo del microbiota

30 Maggio 2019 - di Silvia_Di_Pasquale

Dal diabete alle malattie intestinali al parto pretermine. Sono questi alcuni dei problemi di salute cui contribuiscono la costellazione di microrganismi, parte integrante del nostro corpo, nei distretti corporei più disparati, pelle inclusa. Un interesse da parte dei ricercatori diventato sempre più intenso in questi ultimi anni, anche quando si è trattato collegare la salute dell’intestino al dimagrimento.

A puntare ancora una volta l’attenzione sul ruolo del microbiota sono tre studi pubblicati sulle riviste Nature e Nature Medicine, tutti svolti nell’ambito del progetto integrato ‘Microbioma Umano’, uno sforzo enorme che punta a catalogare i codici genetici dei microrganismi ospiti nel corpo umano fondamentali per la nostra salute.

Il primo lavoro è stato diretto da Curtis Huttenhower della Harvard T.H. Chan School of Public Health e Massachusetts Institute of Technology a Boston. Studiando e confrontando il genoma e l’assortimento dei microrganismi intestinali di 132 individui sani e con malattie intestinali infiammatorie, il progetto ha portato alla luce una miriade di informazioni sul microbiota intestinale. In particolare è emerso che squilibri e modifiche della sua composizione inneschino una reazione immunitaria e infiammatoria improprie da parte dell’organismo, finendo per danneggiare le pareti intestinali e contribuendo a malattie infiammatorie del colon, come morbo di Crohn e colite ulcerosa. Lo studio aiuterà a sviluppare nuove terapie basate sul ripristino di una sana flora intestinale, nonché anche a migliorare la diagnosi e la prevenzione di queste malattie.

Nel secondo lavoro Michael Snyder della Stanford University School of Medicine, in California ha analizzato e confrontato il microbioma di 106 individui sani e con prediabete, una condizione metabolica che spesso sfocia nel diabete vero e proprio e che, se venisse individuata e contrastata tempestivamente, potrebbe invece consentire di prevenire il diabete stesso. Sono emerse differenze nel microbioma intestinale di individui con prediabete e non, e soprattutto in 4 anni di monitoraggio dei pazienti sono state documentate modifiche del microbioma associate con lo sviluppo del diabete; cosa che potrebbe migliorare la diagnosi precoce della malattia.
Nell’ultimo studio il gruppo di Gregory Buck del Virginia Commonwealth University a Richmond ha scoperto che alcuni microrganismi del microbiota vaginale potrebbero avere un ruolo nel rischio di parto prematuro, che riguarda oltre il 10% delle gravidanze nel mondo. Gli esperti hanno studiato il microbiota vaginale di 1.527 gestanti evidenziando che la composizione dei microbiota delle donne che hanno avuto un parto pretermine è diversa, ad esempio presenta un deficit di specie quali Lactobacillus crispatus, già note per il loro ruolo vantaggioso per la salute della donna, e un eccesso di batteri nocivi. In futuro l’analisi del microbiota vaginale potrebbe essere usata a inizio gravidanza per predire chi è a rischio di parto pretermine.

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