Diabete, olio di oliva aiuta a contrastare i picchi di glicemia

Diabete, olio di oliva aiuta a contrastare la glicemia alta

1 Marzo 2019 - di Claudia Montanari

ROMA – L’olio d’oliva è un ottimo alleato in caso di diabete. Quello che viene spesso chiamato “oro verde”, infatti, sembra essere un efficace aiuto contro i picchi di glicemia dopo i pasti, e protegge anche l’apparato cardiocircolatorio dalle complicanze tipiche di questa malattia. Da tempo gli studiosi affermano con convinzione che l’olio, alimento per eccellenza della dieta mediterranea, è un vero e proprio toccasana per la salute. Uno studio del 2016 condotto da Giovanni Annuzzi e Lutgarda Bozzetto del gruppo di Gabriele Riccardi, Società Italiana di Diabetologia (SID), e da Angela Rivellese dell’Università di Napoli ‘Federico II’, ha però sottolineato l’importanza di questo ingrediente per combattere i picchi di glicemia.

I ricercatori hanno scoperto che aggiungere olio d’oliva agli alimenti riduce l’indice glicemico dei pasti, ovvero le impennate della glicemia, e può contribuire in questo modo a proteggere i pazienti dalle complicanze cardiovascolari e microvascolari del diabete.

Le escursioni che fa la glicemia dopo un pasto, possono diventare vere e proprie impennate, se si consumano cibi a cosiddetto ‘indice glicemico’ elevato (si intende l’entità dell’aumento della glicemia dopo l’assunzione di alimenti a base di carboidrati, rispetto a un valore di riferimento rappresentato dall’assunzione di glucosio puro).

Le attuali linee guida per il trattamento del diabete di tipo 1 raccomandano di calcolare le unità di insulina da somministrare ai pasti principali, basandosi sul contenuto di carboidrati degli alimenti che verranno consumati. Questo sistema, però, nonostante l’impegno profuso dai pazienti, non sempre si rivela efficace nel controllare in maniera ottimale la glicemia.

Dallo studio risulta chiaro che l‘olio extravergine di oliva è il condimento ideale anche per chi non ha diabete, perché aiuta a combattere quei fattori di rischio cardiovascolare che sono, purtroppo, diffusi nella maggioranza delle persone che hanno superato la mezza età e sono oggi sempre più comuni anche nei giovani adulti.

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