Diabete, come mangiare l’ananas senza alzare la glicemia

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ROMA – Quando si ha a che fare con il diabete, l’alimentazione gioca un ruolo importante in quanto esistono alcuni cibi che possono alzare i livelli di zucchero causando pericolosi picchi glicemici. L’ananas può influenzare la glicemia più di altri frutti, questo però non vuol dire che chi è affetto da diabete debba eliminarla dalla propria dieta. La frutta contiene carboidrati, tra i primi responsabili dell’aumento di glucosio nel sangue. Questo ovviamente non vuol dire dover escludere la frutta dalla dieta di un diabetico in quanto è anche ricca di sostanze nutritive importanti, come fibre, vitamine e minerali. Inoltre, la grande maggioranza di frutta ha un basso indice glicemico (IG), ciò significa che influisce sui livelli di zucchero nel sangue meno rispetto ad altri alimenti. L’indice glicemico della frutta tende ad essere basso perché contiene fruttosio e fibre, che aiutano il corpo a digerire i carboidrati più lentamente, portando a livelli di zucchero nel sangue più stabili nel tempo.

L’ananas, tuttavia, ha un IG medio, il che significa che può avere un maggiore effetto sul glucosio nel sangue rispetto ad altri tipi di frutta. Le categorie generali di IG sono le seguenti: gli alimenti a basso indice glicemico hanno punteggi inferiori a 55, quelli a IG medio hanno punteggi tra 56 e 69 e infine gli alimenti ad alto indice glicemico hanno un punteggio di 70 o superiore.

L’ananas ha un indice glicemico pari 66, si trova quindi tra gli alimenti con indice glicemico medio. Tuttavia, è possibile mangiare l’ananas senza causare pericolosi picchi glicemici. Un metodo efficace è quello di limitare le porzioni di ananas e soprattutto abbinarlo a proteine o grassi buoni, come noci, semi o avocado: in questo modo si limiterà gli effetti dell’ananas sui livelli di zucchero nel sangue.

Come accade per altri alimenti, l’indice glicemico dell’ananas può variare a seconda di cosa ci si abbina. Quando l’ananas si mangia insieme a carboidrati ricchi di fibre, proteine e grassi buoni, l’IG sarà più basso, verrà ridotto il picco di zucchero nel sangue e inoltre ci si sentirà più sazi più a lungo. Anche la maturazione è importante: più infatti l’ananas è matura e più il punteggio di IG è alto (meglio quindi scegliere ananas acerbe).

L’ananas è una buona fonte di vitamina C e manganese. Contiene anche fibre, vitamina A e vitamine del gruppo B, nonché un composto chiamato bromelina, che ha molti benefici sulla salute riportati. Questi fattori rendono l’ananas un’aggiunta salutare ad una dieta compatibile con il diabete.

L’importante è sempre mangiarla fresca o, al massimo surgelata. L’ananas in scatola o sciroppata infatti contiene spesso moltissimi zuccheri aggiunti. Anche i succhi di frutta all’ananas sono spesso ricchi di zuccheri, per questo sarebbe meglio evitarli. Per limitare l’impatto sui livelli di zucchero nel sangue, mangiare l’ananas con moderazione e abbinarlo a proteine ​​o grassi sani, in modo tale da abbassare il valore di indice glicemico. Prova a mangiare l’ananas come dessert dopo un pasto a basso indice glicemico come per esempio: riso, pane o pasta integrale, orzo, legumi, fiocchi d’avena, proteine magre, grassi buoni come avocado o pesce fresco.

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