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Diabete e danni da fumo di sigaretta: cosa devi sapere secondo il diabetologo

I rischi per la salute del fumo sono ben noti, ma per le persone che soffrono di diabete, il fumo è un serio fattore di rischio per numerose complicazioni. Non solo. Secondo numerosi studi, il fumo -insieme a fattori genetici e all’obesità- è riconosciuto come fattore di rischio dell’insulinoresistenza, da cui il diabete di tipo 2 può avere origine. Questo vuol dire che, per chi ancora non è diabetico, il fumo può favorire l’insorgenza della malattia.

A fare il punto sulla questione è il professore Enzo Bonora, ordinario di endocrinologia dell’Università di Verona e direttore del reparto di endocrinologia, diabetologia e malattie del metabolismo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona., Sulla sua pagina Facebook, il professore lancia un monito proprio su come fumo e diabete siano legati e quanto questo possa fare male alla salute di tutti ma in particolare di chi è diabetico.

Il professore spiega: “Oggi parlerò di un tema scottante. I danni del fumo che, nelle persone con diabete, sono decisamente maggiori rispetto a chi non è diabetico. Questo deve essere urlato perché la gente lo deve capire. Non va sottaciuto, non va tenuto nascosto. Già il fumo fa male ed è noto. Cancro del polmone, cavo orale, laringe, esofago, stomaco, tumori in altri sedi, malattie cardiovascolari. Ma nel diabete -spiega il professore- le cose sono peggiori e purtroppo quasi il 20% delle persone con la malattia continua a fumare”.

Fumare o fumare poco, c’è differenza?

Secondo il diabetologo, no, non c’è alcuna differenza: “La differenza c’è tra chi fuma e chi non fuma. Certo, poi è chiaro che c’è un quadro peggiore per chi fuma molto, ma già fumare poco o addirittura il fumo passivo ha un impatto negativo in termini metabolici”.

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Il fumo aumenta il rischio di insorgenza del diabete

“Chi fuma ha più probabilità nel corso della vita di sviluppare il diabete. Questo perché il fumo di sigaretta peggiora la funzione delle cellule che producono insulina, e peggiora l’efficacia biologica dell’ insulina in tutti i tessuti, come fegato, muscolo, tessuto adiposo. In tutti i tessuti dove insulina esercita una funzione, il fumo rende questa funzione meno efficace. Ecco perché c’è più rischio di diabete in chi fuma. Ed ecco perché le cose vanno peggio anche dal punto di vista metabolico (quindi livello di controllo glicemico) in chi fuma rispetto a chi non fuma”.

Diabete e fumo, i rischi

Il professore è molto chiaro sulla questione: “Chi fuma e ha il diabete dovrebbe sapere che gli aumenta in maniera importante il rischio di malattie cardiovascolari. Aumenta il rischio di andare incontro a problemi nei vasi sanguigni per esempio nelle gambe, che possono portare all’arteriopatia obliterante negli arti inferiori e poi, in evoluzione negativa, il piede diabetico”.

“Il fumo aumenta il rischio di sviluppare problemi agli occhi, retinopatia, ai reni, nefropatia, ai nervi, neuropatia. Non bisogna fumare, nessuno, ma in particolare chi ha il diabete deve smettere se vuole proteggere il cuore, i vasi, i nervi, gli occhi, i reni”.

“E’ paradossale -spiega il professore- che ci sia un meticoloso controllo delle glicemie, della pressione, del colesterolo se non vi è contestualmente l’astensione o l’interruzione dell’abitudine tabagica, cioè del fumo di sigaretta. Questo è un paradosso. Non è nemmeno una questione di pareggio, è enormemente peggio quello che può fare il fumo di sigaretta rispetto a quello che può fare un controllo del diabete non perfetto”.

Quindi, il professore lancia un ultimo monito, un messaggio: “Per favore, cari amici che avete il diabete e che state fumando. Smettete domani. Oggi fumate le ultime sigarette, e da domani non fumate più”.