Diabete, puntura addio? In arrivo un sensore che monitora la glicemia in tempo reale

Diabete di tipo 1 e Coronavirus

Non servirà più pungere il dito per il controllo della glicemia. Buone notizie per chi ha il diabete: è ora disponibile in Italia un Freestylelibre 2, un sensore che, una volta applicato sulla parte posteriore del braccio, misura la glicemia e invia in tempo reale i dati raccolti allo smartphone tramite Bluetooth.

Una vera rivoluzione per chi soffre di diabete, che deve combattere ogni giorno con la puntura al dito per la misura della glicemia.

Non solo. Il nuovo dispositivo offre allarmi glicemici opzionali: in caso di ipoglicemia o iperglicemia, per esempio, il sistema avvertirà l’utente.

Il sistema inoltre condividerà i dati con genitori, amici e persone a cui si chiederà aiuto per i controlli.

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 Massimiliano Bindi, Regional director of Southeast Europe and Italy Diabetes Care, di Abbott, l’azienda che ha sviluppato il device, ha spiegato:

“Il prodotto oggi è acquistabile sul nostro sito ufficiale ma stiamo lavorando con le amministrazioni regionali per renderlo disponibile in regime di rimborso. È già presente nelle delibere di rimborso e la regione Campania si è già attivata in questo senso e il prodotto è rimborsabile in base alle caratteristiche definite dall’amministrazione”.

Diabete, come funziona Freestyle Libre 2

Il dispositivo prevede un cerotto adesivo da applicare sulla retro del braccio e da tenere fino a un massimo di 14 giorni. Tramite il sensore posizionato al braccio, il sistema potrà trasmettere i dati del glucosio direttamente sullo smartphone. In questo modo non sarà più necessaria la puntura del dito.

Con una scansione indolore del sensore della durata di un secondo, è possibile visualizzare il valore del glucosio in tempo reale, la freccia di tendenza e lo storico dei livelli di glucosio.

Riccardo Schiaffini, Dirigente Medico dell’U.O. di Diabetologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, spiega:

“Il sistema ha come peculiarità rilevanti la possibilità di avere degli allarmi di soglia per l’ipoglicemia che si collocano per valori di glicemia compresi tra 60 e 100 mg/dl. E degli allarmi di soglia per l’iperglicemia che si collocano con una grossa forbice tra 120 e 400 mg/dl, oltre a un terzo un allarme aggiuntivo per la perdita del segnale”

“Questa novità degli allarmi è estremamente utile per la gestione della malattia, in particolare nei genitori di bambini con diabete. La presenza dell’allarme consente di fare una verifica dei valori grazie a una semplice scansione del sensore e poi successivamente di poter prendere decisioni terapeutiche”.

L’efficacia del dispositivo

Dario Pitocco, professore associato di Endocrinologia Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha commentato:

“Uno studio recente pubblicato sul British Medical Journal ha mostrato che l’utilizzo del dispositivo per un anno comporta un miglioramento della qualità di vita. Un parametro da tenere in considerazione perché, al di là della riduzione delle complicanze legate al diabete, trattandosi di una malattia cronica è importante come possa affrontare la giornata chi ne soffre, qual è la sua qualità di vita”.

“Questi dati di real life hanno dimostrato una riduzione del 78% dell’ipoglicemia e una riduzione di circa due terzi delle assenze sul lavoro e di ricoveri ospedalieri.

L’utilizzo di questi strumenti ha quindi anche un impatto molto positivo sui costi sanitari diretti come i ricoveri ospedalieri e gli accessi al pronto soccorso. Così come sui costi indiretti quali le giornate di lavoro perse» ha aggiunto.

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