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Diabete, il cane può fiutare picchi e cali glicemici

Il cane può essere un alleato degli umani nella lotta contro il diabete, arrivando a fiutare picchi e cali glicemici.

L’animale, se addestrato a tal fine, è particolarmente utile per i bambini malati di diabete, spesso incapaci di segnalare tempestivamente i segnali della malattia.

E’ il caso di un border collie di nome Nina, che con il suo fiuto avverte il preciso momento in cui la sua padroncina, la 13enne Mia, ha un calo o un picco di zuccheri nel sangue. 

Come si legge su Quotidiano.net, grazie al cane la giovane non deve
attivarsi molto affinché i suoi genitori verifichino dal
sensore sottocutaneo come intervenire (Nina lo anticipa di circa 15 minuti).

A quel punto non resta che intervenire con una puntura di insulina se c’è da abbassare la glicemia o con un biscotto se c’è da alzarla.

Come si comporta il cane.

Per prima cosa il cane emette un mugolio, se questo non basta dà piccole zampate a terra, se ancora non è ascoltato inizia ad abbaiare.

Stefania Grilli, istruttrice cinofila e preparatrice a
Pesaro di ‘cani da allerta diabete’, specifica che:

“Il cane non sostituisce i dispositivi sanitari, ma rende efficace l’allarme. Con intelligenza avvisa cioè prima e meglio di qualsiasi allerta automatizzata”.

L’esperta specifica che “di notte la preoccupazione di non intervenire
tempestivamente è fonte di grande stress per chiunque abbia a che fare
con le oscillazioni di zuccheri nel sangue, subite dal diabetico”.

Ci sono genitori con figli diabetici che caricano la
sveglia per alzarsi più volte durante la notte.

E se è vero che il sensore dà l’allarme, resta la paura di non avvertire il segnale.

Basti pensare che negli adulti l’ipoglicemia può portare anche a uno svenimento nel sonno.

Per quel che riguarda la scelta del cane, vengono scelti animali che non si attaccano troppo ai loro padroni.

Se così fosse, l’amico a quattro zampe potrebbe interpretare l’intervento dei soccorsi come un pericolo per il padrone stesso.