La crisi fa male alla salute: crollano visite e farmaci, aumentano solo gli antidepressivi

ROMA – La crisi fa male alla salute degli italiani. Di fronte al crollo delle pensioni e degli stipendi e all’aumento della disoccupazione il 40% degli over 65 non può più permettersi visite mediche private, e le famiglie ora rinunciano anche ai trattamenti dentistici per i propri figli. Sono ormai nove milioni gli italiani che ha rinunciato a curare disturbi di piccola e media entità.

Circa due milioni di over 65 infatti, secondo i dati del Censis, rinunciano alle cure anche limitando l’acquisto dei farmaci non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e se proprio sono costretti a curarsi, anziché scegliere la via rapida della visita privata, si ”rassegnano” alle attese del pubblico.

Un altro calo ha riguardato le cure termali: – 10% nel numero delle persone che nel 2012 hanno fatto ricorso alle cure termali. Per le cure ai denti cresce intanto il business dei ‘pacchetti’ low cost di cure dentali acquistabili su Internet: tariffe stracciate e viaggi all’estero per cure più a buon mercato sempre come effetto della crisi economica sul settore dell‘odontoiatria, che ha registrato negli ultimi due anni un calo del 30% del fatturato a fronte, però, di un numero di dentisti che è tra i più alti in Europa, secondo i dati dell’Associazione italiana dentisti italiani (Andi).

C’è un dato in controtendenza, ma che indica un malessere sempre più diffuso: quello sui farmaci antidepressivi. Il loro consumo è aumentato da quanto è iniziata la crisi: da 8,18 dosi giornaliere medie per 1.000 abitanti nel 2000 a 35,7 dosi nel 2010.

Peggiorano anche gli stili di vita e l’alimentazione: diminuisce il consumo di frutta e verdura, mentre si consumano cibi più economici. Per risparmiare si rinuncia anche all‘attività fisica. E aumentano i suicidi. 

 

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