Colesterolo negli alimenti dannoso per la salute: lo studio

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Anche il colesterolo contenuto negli alimenti che mangiamo può essere un pericolo per la salute cardiovascolare, al di là del peso corporeo e della dieta quotidiana di un individuo. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su JAMA, che analizza i dati di 30 mila americani, focalizzandosi sulla potenziale pericolosità del colesterolo alimentare. Secondo le linee guida statunitensi “non è un nutriente il cui consumo eccessivo debba preoccupare”, eppure il recente studio suggerisce o quantomeno incinta a riconsiderare questa affermazione. Dallo studio si evince che ogni 300 mg di colesterolo assunti in più al giorno implicano un aumento del 17% della probabilità di avere un incidente cardiovascolare e un aumento del 18% di mortalità.

Anche semplicemente consumando troppe uova a settimana è possibile riscontrare un’incidenza sul colesterolo. 3-4 a settimana aumentano il rischio cardiovascolare dell’8% e il rischio di morte per ogni causa del 6%. Un uovo di medie dimensioni pesa 61 grammi, togliendo il guscio si arriva a circa 53 grammi. Considerando che ci sono 371 milligrammi di colesterolo in media in 100 grammi di uova, significa che mediamente consumando due uova si assumono qualcosa come 371 mg di colesterolo. Dopo decadi di diffidenza contro le uova, poco più di un anno fa scienziati australiani in un trial clinico sull’American Journal of Clinical Nutrition le avevano scagionate mostrando che anche mangiando 12 uova a settimana per un anno non aumentava il rischio cardiovascolare. Ma il nuovo studio getta in parte nuovi dubbi.

Come ricorda il Ministero della Salute, le malattie cardiovascolari (tra le quali infarto e ictus) sono tra le principali cause di invalidità e mortalità in Italia, sebbene siano in gran parte prevenibili. Questo perché accanto a fattori di rischio non modificabili (quali età, sesso e familiarità) ci sono quelli modificabili, legati a comportamenti e stili di vita negativi (fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà), spesso a loro volta causa di diabete, obesità,  ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa.

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