Salute

Colesterolo cattivo, il tipo di olio che può aumentarlo

Colesterolo cattivo, il tipo di olio che può aumentarlo

Un italiano su tre ha il colesterolo alto. Un problema notevole considerando che quello ‘cattivo’ (Ldl) è il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. La dieta ha un peso fondamentale e le cattive abitudini alimentari sono alla base di molti problemi di salute.

Come si legge sul sito Medical X Press, una nuova ricerca sugli effetti sulla salute dell’olio di cocco aggiunge preoccupazioni sul suo legame con le malattie cardiovascolari. In una nuova meta-analisi, pubblicata sulla rivista Circulation, i ricercatori hanno esaminato 16 studi su come i corpi reagiscono dopo aver mangiato olio di cocco. Dall’analisi è emerso che questo alimento ha aumentato significativamente il colesterolo LDL (“cattivo”) di circa il 9% rispetto agli oli vegetali non tropicali. Anche il colesterolo HDL (“buono”) è aumentato.

“Non ci sono prove da studi medici che l’olio di cocco sia benefico per la salute. In realtà, un elevato consumo di olio di cocco aumenta i livelli di colesterolo LDL…che probabilmente aumenterà il rischio di malattie cardiache”, ha detto l’autore dello studio Rob M. van Dam of the Saw Swee Hock School of Public Health della National University of Singapore.

L’olio di cocco non deve essere completamente eliminato dalla dieta, ma non è necessario usarlo in eccesso o come unico olio nella dieta. Inoltre, sembra scorretto etichettarlo come prodotto benefico. L’olio d’oliva resta l’alternativa più salutare.

Tuttavia, esistono allo stesso tempo studi che hanno evidenziato alcuni aspetti benefici di questo prodotto. Una ricerca dell’Athlone Institute of Technology di Dublino ha parlato di un effetto benefici contro la cura della carie. Gli scienziati hanno scoperto che l’olio di cocco modificato con enzimi inibisce fortemente la crescita della maggior parte dei batteri, inclusi gli Streptococcus mutans inclusi. Secondo il team di ricerca l’olio di cocco modificato può avere un futuro come antimicrobico commercializzabile nell’industria dell’igiene orale.