Cioccolato contro insonnia, può favorire sonno

Cioccolato contro insonnia, può favorire sonno

Il cioccolato è spesso considerato un nemico della dieta e della salute ma sempre più ricerche scientifiche lo stanno riabilitando. La nutrizionista e personal trainer Keris Marsden, partecipando all’evento Restival di Stylist Magazine, ha parlato di un beneficio poco conosciuto di questo alimento. Secondo Marsden, mangiare cioccolato potrebbe effettivamente aiutarti a dormire meglio la notte.

Mangiare determinati alimenti può aumentare i livelli di serotonina e quindi aumentare la produzione di melatonina nel corpo e uno di questi cibi è il cioccolato. “Aumenta la serotonina – la serotonina ti aiuta ad addormentarti di notte. Quindi eccoti”, ha detto la nutrizionista, riferendosi al cioccolato, che lei stessa ama consumare, come si legge sul Mirror.

Un precedente studio delle Università di Edimburgo e Cambridge, pubblicato sulla rivista Nature, aveva già parlato di questo beneficio del cioccolato, limitandosi però a quello fondente. Questo prodotto è infatti ricco di magnesio, un minerale essenziale che fa ‘correre’ l’orologio biologico, che regola i ritmi sonno-veglia, con i tempi giusti. In questo modo, un sonno di migliore qualità è assicurato.

Con l’ausilio di analisi molecolari gli studiosi sono stati infatti in grado di stabilire che non solo il magnesio e’ utile al sistema immunitario e fa bene al cuore, ma aiuta a controllare il modo in cui le cellule mantengono la loro forma per far fronte al ciclo naturale ambientale del giorno e della notte. Sebbene siano disponibili degli integratori, il suggerimento dei ricercatori è di assumerne la quantità giusta proprio tramite l’alimentazione.

Oltre al cioccolato fondente, lo contengono anche, ad esempio, pesce, banane, avocado, yogurt, frutta secca e verdure a foglia verde. “Anche se la rilevanza clinica del magnesio nei diversi tessuti sta cominciando sempre più ad attirare l’attenzione, il modo in cui regola l’ orologio interno del nostro corpo e il metabolismo non è semplicemente stato considerato finora. La nuova scoperta potrebbe portare a tutta una serie di benefici che abbracciano diversi ambiti: dalla salute umana alla produttività agricola” ha spiegato il coautore dell’articolo, John O’Neill. 

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