Salute

Caffè normale o deca fa bene alla salute del fegato: lo studio

Il caffè non fa battere il cuore (in senso negativo). Lo studio

Bere fino a tre o quattro tazze di caffè con caffeina o decaffeinato al giorno riduce il rischio di sviluppare e morire di malattie croniche del fegato.

E’ quanto emerge da studio pubblicato sulla rivista BMC Public Health e citato dal sito della CNN

I bevitori di caffè hanno il 21% in meno di probabilità di sviluppare malattie croniche del fegato e il 49% in meno di probabilità di morire di queste patologie rispetto ai non bevitori di caffè.

L’autore dello studio, il dottor Oliver Kennedy dell’Università di Southampton nel Regno Unito, ha spiegato:

“Questo sarebbe particolarmente prezioso nei paesi con un reddito più basso e un accesso peggiore all’assistenza sanitaria e dove l’onere della malattia epatica cronica è più alto”.

Tra i fattori di rischio per le malattie del fegato ci sono il consumo di alcol, l’obesità, il diabete, il fumo, le infezioni da epatite B e C e la malattia del fegato grasso non alcolica.

Lo studio ha esaminato il consumo di caffè tra 494.585 presi da un database biomedico, relativo a soggetti seguiti per quasi una dozzina di anni.

Il massimo beneficio è stato visto nel gruppo che ha bevuto caffè macinato con caffeina o decaffeinato, ma anche nei bevitori di caffè istantaneo sono stati riscontrati effetti positivi.

Altri studi sui benefici del caffè.

Uno studio pubblicato a febbraio ha rivelato che bere una o più tazze di caffè nero con caffeina al giorno è associato a un rischio ridotto di insufficienza cardiaca a lungo termine.

La bevanda è risultata alleata contro il rischio di diabete di tipo 2, morbo di Parkinson, cancro alla prostata.

Ma anche contro morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, melanoma e altri tumori della pelle e riduce i livelli di calcio dell’arteria coronaria.

Attenzione agli zuccheri aggiunti.

Aggiungere al caffè zucchero, latte, bevande vegetali, può non renderlo più alleato della salute.

Attenzione quindi a come lo consumate, per evitare che diventi una bomba calorica.