Antinfiammatori, ibuprofene può aumentare rischio infarto

Antinfiammatori, troppo ibuprofene può aumentare il rischio infarto

Attenzione ad esagerare con gli antinfiammatori come l’ibuprofene: potrebbero aumentare il rischio di avere attacchi cardiaci, soprattutto nei primi 30 giorni di assunzione. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato sul British Medical Journal dai ricercatori dell’università di Montreal, in Canada.

L’assunzione di alte dosi di ibuprofene (come più di 1.200 milligrammi al giorno) o altri infiammatori di tipo non steroideo “per una settimana, un mese o anche di più è associata ad un aumento del rischio di infarto. I medici dovrebbero considerare rischi e benefici prima di prescrivere questi farmaci, soprattutto per le dosi più alte”, commenta Michelle Bally, coordinatore dello studio.

I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 450mila pazienti tra Germania, Canada e Finlandia, 61.460 dei quali hanno sofferto di un attacco cardiaco, e hanno studiato l’effetto nel tempo di cinque antinfiammatori usati come analgesici: ibuprofene, diclofenac, naprossene, celecoxib e rofecoxib.

Hanno così visto che il rischio di avere un infarto aumentava tra il 24 e 58% complessivamente in chi prendeva i farmaci, rispetto a chi non li assumeva. Prendere i farmaci per oltre un mese non aumenta però il rischio più di quanto avvenga con un uso più breve.

Come spiegano i ricercatori non è ancora chiaro il meccanismo alla base e possono esserci altri fattori coinvolti. Inoltre, ”si tratta di un pericolo relativamente piccolo, e per la maggior parte delle persone che non sono ad alto rischio di attacco cardiaco, le implicazioni di questo studio sono minime”, chiarisce Stephen Evans, della London School of Hygiene and Tropical Medicine.

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