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Alzheimer, dieta ricca di olio di oliva protegge la memoria

L’olio extravergine di oliva protegge il cervello dal morbo di Alzheimer, preservando la memoria e riducendo la formazione di placche amiloidi e grovigli neurofibrillari.

E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dalla Temple University di Philadelphia, Stati Uniti, guidati dall’italiano Domenico Praticò, i cui risultati sono stati ripresi dal Corriere della Sera. 

Secondo quanto dimostrato dagli studiosi, l’olio extravergine di oliva aiuta a mantenere salde moria e capacità di apprendimento, e riduce la formazione di placche beta-amiloidi (accumuli di proteina precursore della beta-amiloide) e grovigli neurofibrillari (reti formate da filamenti di proteina tau fosforilata all’interno dei neuroni), due marcatori tipici del morbo di Alzheimer.

I ricercatori americani hanno individuato anche il meccanismo protettivo che sta alla base di questo processo protettivo, scoprendo che l’olio Evo attiva un processo chiamato “autofagia”, ovvero il meccanismo di sopravvivenza utilizzato dalla cellula per eliminare o riciclare parti danneggiate o inutili, come le placche amiloidi e i grovigli neurofibrillari. Si tratta del meccanismo che ha fatto guadagnare al suo scopritore, il biologo giapponese Yoshimori Oshumi, il premio Nobel per la medicina nel 2016.

L’esperimento, al momento condotto solo su topi da laboratorio, ha mostrato che gli animali che seguivano una dieta ricca di olio Evo avevano livelli più alti di autofagia e più bassi livelli di placche amiloidi e di proteina tau fosforilata, una forma mutata della proteina tau che è responsabile della formazione di grovigli neurofibrillari, considerati tra i responsabili delle disfunzioni neurali alla base della perdita di memoria nei malati di Alzheimer.

 

 

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