La crisi veste Zara… +30% di utili netti

MADRID – Il mondo è in crisi, la Spagna chiede aiuti a Bruxelles, l’euro rischia di collassare eppure la crisi… veste Zara. Nel senso che una delle poche aziende che non sembra risentire della congiuntura economica sfavorevole è proprio il colosso spagnolo della moda low cost che ha addirittura aumentato i fatturati del 30%.

Zara, fondata dal galiziano Amancio Ortega (non a caso l’uomo più ricco di Spagna) registra utili netti record da 432 milioni di euro da marzo a maggio, pari a un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2011. Un risultato superiore anche alle aspettative degli analisti. Inditex, il gruppo che possiede Zara, Zara Home, Bershka, Pull&Bear… , ha fatturato 3,416 miliardi di euro, il 15% in più del fatturato dello stesso trimestre dello scorso anno, con un beneficio lordo di sfruttamento (Ebtida) superiore del 27%, fino ai 754 milioni di euro.

La compagnia tessile sottolinea ”lo stretto” controllo delle spese operative, che ha contribuito al risultato. Nello stesso trimestre, Inditex ha aperto 91 nuovi punti vendita su 26 mercati differenti, che portano a 5.618 il numero di boutique aperte nel mondo, al 30 aprile scorso.

Attualmente il marchio spagnolo più solido è presente in 85 paesi, dopo aver aperto negozi anche in Giorgia e Bosnia, ad aprile, e in Equador a maggio. E continua senza sosta la sua internazionalizzazione: se la Spagna rappresentava nel 2011 il 25% del volume d’affari, l’Asia già compete in questo primo trimestre con un 18%. E, a settembre, è previsto lo sbarco in Cina, dopo il consolidamento in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone. Ma già da dall’inizio dell’anno il gruppo di Zara ha confermato la leadership mondiale come primo gruppo di distribuzione di moda, avanti allo svedese H&M.

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