Olimpiadi 2012: si rinnova il legame tra sport e moda

lacoste

LONDRA – Fin dagli anni ’20 fra sport e moda c’è sempre stata una stretta cooperazione ,che si rinnova ogni 4 anni all’approssimarsi dei Giochi Olimpici. Il primo stilista  a lavorare per lo sport è stato Jean Patou che nel 1932 disegnò per l’eccentrica tennista Suzanne Lenglen abiti di una lunghezza al tempo considerata scioccante. Il completo di Jean Patou, composto da una gonna di seta a pieghe, da un cardigan bianco e da una blusa senza maniche, indossato dalla Lenglen nel match a Wimbledon, è stato il primo esempio al mondo di abbigliamento creato apposta per uno sport in particolare. Patou era sia un provocatore sia un uomo d’affari e aveva capito lo stato d’animo che si era difffuso subito dopo la prima guerra mondiale: le persone ricche erano vogliose di divertirsi al meglio in giro per il mondo e di provare cose nuove, e nelle riviste era tutto uno sfarfallio di immagini che promuovevano lo sport come uno stile di vita. Nel 1924  Coco Chanel fece i costumi scandalosi per il balletto “Blue Train” di Diaghilev, dedicato al leggendario “Orient Express”.

Da allora lo sport non è più passato di moda e in qualche modo i suoi elementi sono sempre presenti in un taglio, nel colore, nei materiali, e, naturalmente nelle tecnologie avanzate, che le case di moda prendono in prestito dai più famosi marchi sportivi. Ora è il momento di grande popolarità delle sneakers che possono essere indossate con qualunque genere di abbigliamento, anche con un abito da sera. Nicolas Ghesquière per Balenciaga ha creato vestiti fatti di neoprene. E Stella McCartney e Emporio Armani disegnano le divise per gli atleti delle rispettive nazioni per le prossime Olimpiadi 2012 di Londra.

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