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Anoressia: Vogue predica bene e razzola male

HARVARD – Il direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani, che si è dichiarata sempre molto sensibile ai problemi di salute mentale, ha pronunciato il 2 aprile ad Harvard un lungo discorso sui disturbi alimentari e sull’immagine del corpo.

Sozzani ha speso un sacco di tempo a parlare sull’eziologia complessa dei disturbi alimentari – la famiglia, la psicologia, l’ambiente sociale, il patrimonio genetico, e la biologia tutti considerati determinanti dai ricercatori nello svolgere un importante ruolo in malattie come l’anoressia e la bulimia – prima di rivolgere la sua attenzione al settore moda e alla sua dipendenza da immagini che esaltano la magrezza estrema, con l’esclusione pressoché totale di altre tipologie di corpo.

Uno dei motivi per cui una ragazza inizia una troppo rigida dieta è la necessità di corrispondere ad un canone estetico che premia la magrezza, anche nei suoi eccessi. Secondo molti psichiatri, infatti, la tendenza attuale ad abbracciare uno standard di bellezza femminile che esalta la magrezza ha conseguenze devastanti sulle abitudini alimentari di molte adolescenti. E questo è dove la moda entra in gioco, accanto a modelli, riviste di moda e tutto ciò che riguarda l’estetica. Ciò che ci portano a stabilire che sottile è bella e che la magrezza è il codice estetico dovremmo seguire? Perché l’età della top model, che erano belle e femminile, ha iniziato lentamente a diminuire e ora abbiamo le  adolescenti ancora non sviluppate, con nessun segno di curve? Perché questo considerato è  bello?”

Già, perché? Non potrebbe essere che le riviste giocano un qualche ruolo? Vale la pena sottolineare, tra l’altro, che è stato più volte detto che tali supermodels per essere così dannatamente “sane” e “femminili” hanno dovuto subire una pressione straordinaria perché perdessero peso. Molte di loro hanno mantenuto i loro corpi così con mezzi decisamente malsani, come la fame e la cocaina.

Sozzani ha anche usato il suo discorso per inveire contro i siti web pro-ana e ha promosso una campagna per vietarli. Ancora una volta, però Franca Sozzani non è riuscita a riconoscere che ciò che unisce i siti e le community online che promuovono i disturbi del comportamento alimentare come una personale “scelta di vita” è la loro dipendenza schiacciante da immagini prese dal mondo della moda per “ispirazione”. Però ha ammesso che “la moda diventa una delle cause dei disturbi alimentari”.

Il direttore di Vogue ha anche fatto in modo di dare lo stesso spazio per parlare dei pericoli dell’ obesità e ha annunciato che il suo giornale farà un numero speciale “dedicato alla salute, vale a dire con donne formose, con curve e non, ma tutte sane.” Un po’ come il numero del luglio 2008 “all black” ha attirato l’attenzione sul problema del razzismo nella moda, così il problema della salute richiamerà l’attenzione sulla necessità di una maggiore diversità del corpo nella moda. Ma affinché non vi sia alcun equivoco quando si dice “sano”, Sozzani ha chiarito, “non sto dicendo grasso.”

E che non intendesse proprio rinnegare i suoi “ideali”  di bellezza lo dimostra la copertina di Vogue Italia uscita ieri, 2 giorni dopo il discorso di Harward: queste ragazze vi sembrano sane e belle? Non vi suscitano un senso di infinita tristezza e pena anche se elegantemente vestite e inserite in una lussuosa cornice? L’anoressia è un problema troppo serio perchè si possa predicare bene per poi “razzolare” così male!

 

 

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